Anche Bernanke monitora l’Europa

9 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’economia americana si espandera’ nel 2010 e nel 2011 ma ci sono “significativi freni” al tasso di crescita. Lo afferma il presidente della Fed Ben Bernanke alla commissione Bancaria della Camera. Gli avvertimenti non sono mancati: potrebbero passare anni prima che il mercato del lavoro si riprenda da tutti i danni subiti durante il recente periodo di profonda recessione.

La Fed, inoltre, guarda da vicino gli sviluppi della crisi europea per valutare ogni possibile impatto sull’economia Usa, per ora giudicato limitato “se i mercati si stabilizzeranno”. Ribadita “l’importanza di avere conti pubblici in buona salute”.

Il Dow segna un +0.51% a 9988 (+48 punti), il Nasdaq avanza dello 0.50% a 2183 (+11 punti) mentre l’S&P 500 mette a segno un incremento dello 0.52% a 1067 (+6 punti).

“La voglia di rischio sembra esser tornata ma sembra una momentanea ricopertura in attesa di qualche decisione cruciale sulle politiche monetarie, attese nelle prossime ore”, ha riferito un’analista valutario di Ubs. I trader scommettono su possibile mosse da parte di Bce, BoE e Banca centrale neozelandese.

Le borse europee sono toniche mentre lo Shanghai Composite Index e’ balzato del 2.8%, maggior incremento da oltre due settimane.

Il mercato guarda alle indicazioni arrivate da Reuters che, citando tre fonti diverse anonime, ha anticipato che la Cina potrebbe aver registrato a maggio un incremento del 50% delle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Intanto lo Stoxx Europe 600 dopo tre giorni in rosso torna a guadagnare

Molte delle economie avanzate stanno vivendo una ripresa “pacata” e i rischi sull’outlook dell’economia globale sono “cresciuti significativamente”, ha riferito il vicedirettore generale del Fondo monetario internazionale Naoyuki Shinohara. Da un sondaggio condotto da Bloomberg interpellando i suoi clienti e’ emerso che il 73% dei partecipanti si aspetta un fallimento della Grecia.

La crisi del debito nell’Eurozona resta dunque sullo sfondo, a partire dall’Ungheria che ha messo a segno una crescita nel primo trimestre dell’anno, seppur modesta. Fitch fa sapere che una conferma del giudizio su Budapest (attualmente BBB con outlook negativo) richiede misure sul budget piu’ stringenti. La previsione del deficit Pil dell’agenzia di rating e’ del 4.2% contro il 3.8% stimato per fine anno, se non si tengono in considerazione che venerdi’ scorso il nuovo governo aveva contestato il target annunciato dal precedente esecutivo preannunciando un defiti del 7.5% per fine anno.

Dalla Grecia, invece, il ministro delle finanze Georges Papaconstantinou ha smentito categoricamente i nuovi “rumors” secondo cui Atene potrebbe fallire o uscire dall’euro: “si tratta di voci senza alcun fondamento e che hanno una dimensione solo speculativa; tutto questo e’ alquanto improbabile e anche comico”. Smentite anche le voci su una possibile ristrutturazione del debito.

La Grecia ricevera’ a settembre la seconda parte di aiuti (pari a 110 miliardi di euro) da parte di Ue e Fmi. Lo ha confermato lo stesso ministro delle finanze greco.

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Gli operatori devono anche fare i conti con la proposta franco-tedesca di bloccare la vendita alla scoperto di azioni e bond statali, invito accolto favorevolmente dalla Commissione europea. “La lettera di Merkel e Sarkozy (inviata al presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso, ndr) lascia intendere una decisione a breve di tutti gli stati europei, non più della sola Germania, e gli speculatori iniziano a capire che l’Ue sta facendo sul serio” spiegano dalle sale operative dove si crede che una misura del genere avrebbe un “impatto molto forte” sul mercato.

Negli Stati Uniti attenzione al Beige Book, il consueto bollettino mensile della Federal Reserve sull’andamento dell’attività nei 12 distretti della banca centrale statunitense. Sul fronte macro in calendario alle 16:00 (ora italiana) le scorte di magazzino e mezz’ora dopo le scorte di petrolio. Il Tesoro mette all’asta titoli a 10 anni per $21 miliardi.

Sul fronte societario, fari puntati su Texas Instrument. Il colosso dei chip ha alzato la parte bassa della forchetta sulle proprie stime di vendite per il secondo trimestre dell’anno. Bank of America vende il 25% della propria partecipazione nelle attivita’ messicane di Banco Santander per $2.5 miliardi. A comprare e’ la stessa banca spagnola.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico le quotazioni del greggio segnano un guadagno. I futures con consegna luglio avanzano di $2.25 attestandosi a quota $74.39 al barile (+3.33%). Sul valutario la moneta unica quota $1.2044 (+0.59%). L’oro cede $12 in area $1233. Quanto ai Treasury, il rendimento sul benchmark decennale si trova al 3.2170%.