AMANTI? NO, GRAZIE I POTENTI
VOGLIONO AMICHE

18 Luglio 2004, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Il potere si misura dalla qualità di una buona amica. Un uomo che conta davvero, più che una macchina di lusso, una segreteria efficiente o un panfilo, si distingue perché ha un’amica particolare. Niente malizia, il sesso non c’entra, o c’entra meno del previsto, nel momento in cui si finisce a letto con l’amica e la si trasforma in amante, non è più uno status symbol ma una bella grana. Sono questi gli assiomi rivelati da una ricerca di Eta Meta research, commissionata dal mensile Capital, e condotta su un campione di 110 imprenditori, dirigenti d’azienda e professionisti (avvocati, commercialisti, medici).

Lo studio ha svelato che gli uomini di potere hanno un’amica con cui confidarsi, con la quale è facile rilassarsi ed essere coccolati, senza avere le noie e i fastidi che provocano le amanti. Anzi, per sette su dieci degli intervistati, quando da buona amica la signora in questione diventa amante si tramuta automaticamente in fonte di stress. Non fosse altro perché, (almeno per sei su dieci) l’amica del cuore non crea neanche sensi di colpa, visto che il rapporto di amicizia non ha a che vedere con il tradimento della partner.

E poiché gli uomini di potere sono pur sempre degli affaristi, pratici, l’amica del cuore ha una funzione che travalica il semplice benessere personale. E’, per il 37 per cento degli intervistati, quasi un obbligo, legato al loro ruolo. Per uno su cinque (22 per cento) vuol dire un momento di evasione dal quotidiano. Il 64 per cento conferma che il sesso c’entra ben poco e afferma che in un’amicizia femminile cerca principalmente qualcuno con cui confidarsi, a cui confessare pene e preoccupazioni.

Con la sicurezza, soprattutto, che non le userà contro di lui: per il 51 per cento l’amicizia con una donna consente di “staccare realmente la spina”, cosa che evidentemente risulta più difficile con un uomo, forse perché la competizione è sempre in agguato.

Niente rapporto paritario, dunque, molto più una rivisitazione del mito della geisha: per il 57 per cento, infatti, un’amica assolve il bisogno di gratificazione e il desiderio di essere invidiati. Qualche tornaconto in tutto questo sembrano averlo anche le amiche, che al contrario delle amanti possono fare i capricci (lo afferma il 26 per cento degli intervistati ) e si vedono concedere uno spazio anche quando gli impegni di lavoro non lo consentirebbero (il 19 per cento).

Di fronte all’amica del cuore i duri uomini di potere ritornano vulnerabili: per il 13 per cento di loro è possibile solo con lei mostrare il proprio lato più “insicuro”. L’11 per cento dice addirittura che all’amica si fanno confidenze che ad una partner non si farebbero mai e per il 9 per cento le si concede tutto (solo il 5 per cento dice che non le si concede nulla che non viene concesso anche alla legittima consorte o all’amante).

Tutta questa intimità non si traduce necessariamente in vicinanza anche fisica: solo per il 19 per cento degli intervistati il tradimento è quasi sempre o assolutamente (12 per cento) inevitabile. Insomma, come sottolinea il 30 per cento, l’amicizia tra uomo e donna non solo è possibile, ma è più diffusa di quanto si possa immaginare.

In ogni caso, se sesso e tradimento devono esserci, si deve trattare di un’eccezione, proprio per non ritrovarsi a fare i conti con un’amante, spesso considerata più esigente e fonte di stress della partner ufficiale (68 per cento).

Tuttavia il mensile Capital non ignora che l’uomo è cacciatore e che il rischio di trovarsi con un’amante, invece dell’ambita amica, sia alto. E allora ecco il decalogo per non ritrovarsi impastoiati nella classica relazione extraconiugale, con un elenco di “potenziali amanti”, come la segretaria, la vicina di casa, la collega o la hostess, e i consigli su come evitarle.

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