Altro che Fed. La Bce alle banche: non contate troppo su di noi

15 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva, mentre gli spread sui periferici continuano a scendere. Dopo Weber e Mersch, anche Stark (esponente Bundensbank) è intervenuto sul programma di acquisto di bond della Bce.

Secondo Stark, l’Istituto continuerà a comprare bond fino a quando ce se sarà bisogno, aggiungendo che alcune banche o gruppi di banche non devono contare troppo sulla Bce per soddisfare le loro necessità di rifinanziamento. Stark infine si è schierato contro una guerra valutaria che, qualora evolvesse in una corsa al deprezzamento, potrebbe portare al protezionismo che è stata una delle principali cause della crisi degli anni trenta.

In Germania i principali centri studi hanno rilasciato le loro previsioni congiunte che vedono per quest’anno una crescita del Pil tedesco del 3,5%, grazie soprattutto all’esportazioni, mentre per il 2011 dovrebbe attestarsi al 2%. Il prossimo anno inoltre è atteso un calo della disoccupazione che dovrebbe scendere ai minimi dal 1992 ed un deficit/Pil sotto la soglia del 3%. Gli istituti risultano molto ottimisti soprattutto riguardo ai conti pubblici, considerato che lo stesso governo si attende un deficit sotto il 3% non prima del 2012.

Negli Usa tassi di mercato in rialzo malgrado il calo dei listini azionari concentrato soprattutto nel comparto finanziario, in seguito alle inchieste aperte su possibili irregolarità nel processo di erogazione mutui che potrebbero invalidare i pignoramenti, comportando perdite per le banche eroganti.

Le notizie positive dal comparto tecnologico sono invece state rafforzate dalla buona trimestrale di Google, che ha evidenziato in particolare un significativo aumento del fatturato, con il titolo che nell’after-hour è cresciuto circa dell’8%.

Il comparto obbligazionario ha invece risentito della deludente emissione di 13Mld$ di titoli a 30 anni. L’accoglienza non favorevole era però in parte attesa, dal momento che tale comparto non è tra quelli per i quali gli operatori si attendono l’estensione del secondo round di easing quantitativo. Oggi parte il piano Fed di acquisto di 32Mld$ di Treasury che terminerà l’otto novembre, nell’ambito del programma che prevede il reinvestimento delle agenzie in scadenza attraverso acquisto di Treasury.

Oggi l’attenzione sarà focalizzata sul discorso di Bernanke dal titolo “Gli obiettivi e gli strumenti di politica monetaria in un contesto di bassa inflazione”. Il tema riassume efficacemente l’importanza del discorso, dal momento che potrebbe offrire chiarimenti sull’entità e sulle modalità di applicazione dell’atteso secondo piano di acquisto di asset a lungo termine che potrebbe essere già ufficializzato nel Fomc del 3 novembre.

Valute: dollaro in deprezzamento verso euro dopo l’annuncio ieri dell’allargamento della banda di oscillazione da parte di Singapore. Nel breve la prima resistenza si colloca a 1,4125.

Yen in apprezzamento durante la notte sulla scia del calo della borsa di Tokyo. Verso dollaro il cross resta in prossimità dei minimi dal 1995. Un supporto si colloca a 80,90, ma l’area più importante è quella in prossimità di 80, dove potrebbe avvenire un nuovo intervento del governo giapponese.

Verso euro il cross continua a collocarsi intorno ad area 114, con una prima resistenza a 114,80. Nuovo record per lo yuan cinese vs dollaro, con il cross calato sotto soglia 6,65.

Materie Prime: lieve calo per il greggio Wti (-0,4%) dopo che la domanda Usa di carburante è calata ai minimi da oltre 10 mesi. L’Opec ha lasciato invariato il proprio limite produttivo a 26,8Mln b/g, anche se il segretario generale ha chiesto ai membri di rispettare con urgenza il tetto previsto, poiché i membri stanno producendo più di quanto stabilito.

Andamento contrastato per i metalli industriali, con il rame (+0,4%) sui massimi da 27 mesi. Nuovo record per l’oro (+0,5%) in prossimità di 1384$/oncia. Bene gli agricoli con il cotone (+3,6%) che ha segnato un nuovo record storico grazie alla forte domanda cinese.

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