ALLARME INFLAZIONE IN CRESCITA OVUNQUE

6 Marzo 2008, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
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(WSI) – Oggi sono attese le riunioni di Bce e Boe, che non dovrebbero apportare modifiche al livello dei tassi. La Bce inoltre diffonderà le nuove stime di crescita ed inflazione, che potrebbero comportare per quest’anno un rialzo del tasso di inflazione ed un Pil al di sotto del 2%.


Tassi di Interesse: in area Euro i tassi di mercato sono tornati a salire dopo il calo dei giorni scorsi. Il Pmi manifatturiero di febbraio per l’intera area è rimasto sopra 50, al contrario il dato di Italia e Spagna è rimasto sotto la soglia dei 50, indicando una contrazione del settore nei prossimi mesi. Continuano ad allargarsi gli spread sul decennale Italia Germania e Francia Germania, arrivati a 57 pb e 22 rispettivamente. Sul monetario l’Euribor tre mesi è stato fissato a 4,4%, livello più alto da metà gennaio.

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Oggi l’attenzione degli operatori sarà focalizzata soprattutto sul discorso di Trichet che potrebbe fornire indicazioni sulle future mosse di politica monetaria. In particolare è attesa una maggiore apertura verso un eventuale taglio dei tassi, sebbene l’inflazione continuerà ad essere il tema dominante dell’intero discorso. Sul decennale il supporto passa per 3,80% e la resistenza per 3,90%.

Negli Usa forte irripidimento della curva dei tassi che sul segmento 2-10 anni ha superato la soglia dei 200pb. Le indicazioni fornite dal Beige Book hanno confermato il marcato rallentamento in atto dell’economia mentre l’indice Ism non manifatturiero, pur rimanendo sotto la soglia dei 50 punti, è risultato superiore alle attese e ben superiore alla rilevazione di gennaio. L’indice di febbraio pertanto segnala la presenza di una potenziale fase di contrazione della crescita ma non in modo brutale come era apparso dalle indicazioni di gennaio.

Allo stesso tempo sono risultati piuttosto deludenti gli ordini all’industria di gennaio, in calo anche al netto delle componenti più volatili. Gli operatori pertanto continuano a trovarsi di fronte ad uno scenario non favorevole in termini di crescita a fronte invece di un incremento delle pressioni inflattive in seguito al forte rally soprattutto del petrolio. Di conseguenza stanno fortemente aumentando le aspettative di inflazione misurate in via di approssimazione dalle breakeven inflation dei Tips che sul comparto decennale sono arrivate in prossimità del 2,5%, livello massimo dall’agosto del 2006.

Nel frattempo il comparto biennale continua a stazionare su livelli molto contenuti prossimi all’1,5%, portando il differenziale verso l’analogo comparto europeo ai massimi da circa 15 anni. L’ipotesi di un taglio dei tassi da 50pb nel Fomc del 18 marzo viene ritenuta pressoché certa dagli operatori, mentre si fa sempre più strada l’ipotesi di un taglio fino a 75pb. Sul decennale confermiamo il supporto in area 3,5%. Resistenza a 3,70%, nel caso di ulteriore aumento delle aspettative di inflazione.

Valute: nuovo record dell’Euro vs. Dollaro dopo l’ulteriore allargamento del differenziale di interesse tra le due aree. Gli operatori stanno gradualmente portandosi verso l’assunzione di uno scenario simile a quello del 2003-2004, quando la Fed portò i tassi fino all’1% e li mantenne tali per un anno. Nel breve la prima resistenza si colloca a 1,5370 a fronte del supporto a 1,5290. Lo Yen si è deprezzato vs Euro e Dollaro penalizzato dalla crescita dei listini azionari globali. Il movimento è stato più marcato vs Euro, favorito dalla forza della valuta europea. I livelli di resistenza odierni si collocano intorno ad area 159,60-160. Della debolezza del Dollaro non ne ha approfittato lo Yuan cinese, stabile da 3 sessioni. Questa mattina addirittura lo Yuan si sta lievemente deprezzando verso il biglietto verde.

Materie Prime: ennesima giornata record per il comparto guidato dalla debolezza del Dollaro. Il greggio Wti ha raggiunto i nuovi massimi storici a 104,95$/b dopo che le scorte Usa sono calate in modo inatteso di circa 3Mln nella settimana al 29 febbraio contro attese di rialzo per 2,4Mln. Il movimento dei prezzi è stato amplificato dalla decisione dell’Opec di lasciare invariata la produzione. Sebbene tale notizia fosse scontata, gli operatori sono stati sorpresi dalla dichiarazione del presidente dell’Opec secondo cui la prossima manovra sarà un taglio della produzione poiché la domanda è attesa in calo a causa della recessione negli Usa. La crescita del greggio unito alla debolezza del Dollaro ha spinto al rialzo anche l’oro (+2,3%), salito ad un nuovo livello record poco al di sotto dei 1000$/oncia. Positivi i metalli industriali guidati dal rame (+3,3%) prossimo ai livelli record e dall’alluminio (+2,7%). Tra gli agricoli in evidenza il mais (+2,6%) anch’esso salito a nuovi livelli record sulla speculazione che l’elevato prezzo del petrolio favorirà la domanda di etanolo. Anche lo zucchero (+1,3%) ha beneficiato di tale prospettiva.

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