Allarme debito Usa: più vicina la soglia dei $16.000 miliardi

23 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

(aggiornato)

Washington – Allarme debito in Usa: nel 2012 la componente pubblica (famiglie, societa’, Stato o governi locali, governi stranieri e altri enti oltre il Governo degli Stati Uniti), salira’ al 73% del Pil, il livello piu’ alto dal 1950 e il doppio rispetto a soli cinque anni fa.

Ma le cose dovrebbero migliorare. Secondo lo scenario base delineato nei prossimi anni tale percentuale scendera’ dal 77% nel 2014 al 58% nel 2022. Lo scenario alternativo invece, se non verranno introdotte riforme adeguate e necessarie a un consolidamento dei bilanci, vede la componente pubblica crescere al 90% del Pil entro il 2022.

Lo prevede – riporta Bloomberg – il Congressional budget office (ente bipartisan che relaziona al Congresso), secondo il quale nell’esercizio fiscale 2012 il deficit sara’ di 1.100 miliardi di dollari mentre nel 2013 sarà di 1.037 miliardi di dollari contro i 981 milioni di dollari precedentemente previsti.

Il debito totale degli Stati Uniti si aggira gia’ oltre il 100% del Pil, ed e’ in procinto di raggiungere i $16 trilioni. Stando ai dati del Tesoro Usa, aggiornati al 21 agosto, il valore esatto e’ $15.970.134.937.605,00. Nello specifico, la componente pubblica a $11.176.851.754.468,88.

Gli Stati Uniti rischiano di finire in recessione il prossimo anno se non sara’ corretto il ‘fiscal cliff’, il cosiddetto ‘precipizio fiscale’ e cioe’ la pericolosa combinazione in bilancio di tagli alla spesa pubblica e aumento delle tasse fa sapere il Cbo

Se il Congresso non raggiungera’ un accordo e scatteranno gli aumenti e la stretta della spesa, il deficit calera’ in modo forte a 641 miliardi di dollari e l’economia americana scivolera’ in recessione, con una contrazione del pil dello 0,5%. Nel caso in cui i rincari delle tasse e l’aumento della spesa venissero evitati, il deficit si manterrebbe a 1.000 miliardi di dollari, con una crescita economica dell’1,7% e un tasso di disoccupazione che scenderebbe all’8%.

La possibile fine degli sgravi Bush farebbe aumentare le aliquote federali sul reddito e quelle su dividendi e capital gain. E’ previsto inoltre l’aumento delle tasse di successione.

Il Cbo infine prevede un calo dello 0,5% del Pil nel 2013, se non ci sara’ un cambio di rotta nel fiscal cliff. La precedente stima era di un Pil in rialzo dello 0,5%.