Corea del Nord: pronto test atomico senza precedenti

13 Aprile 2017, di Mariangela Tessa

Sale la tensione tra Corea del Nord e Stati Uniti con la prima che sarebbe pronta a condurre un nuovo test nucleare, il più grande di sempre. L’allarme arriva da gruppo di analisti “38 North”, citati oggi in un articolo della Stampa, secondo cui il regime avrebbe già depositato una bomba in uno dei tunnel del sito nucleare Punggye-ri, dove aveva fatto i cinque esperimenti atomici precedenti.

In base alle previsioni degli analisti, l’esplosione potrebbe avvenire il 15 aprile, cioè l’anniversario della nascita di Kim Il-Sung, fondatore del Paese e nonno dell’attuale leader Kim Jong-un.

L’agenzia nordcoreana KCNA ha intanto reso noto oggi che Kim ha assistito a una nuova un’esercitazione di forze speciali, in una nuova dimostrazione dell’atteggiamento bellicoso con cui Pyongyang sta rispondendo ai moniti americani e ai tentativi cinesi di placare le tensioni, sempre più alte.

Con un ampio sorriso stampato sul volto, Kim ha lodato le truppe per la precisione dimostrata, affermando che “sembrano proiettili con gli occhi”. KCNA non ha tuttavia precisato quando l’esercitazione abbia avuto luogo.

Anche il Rodong Sinmun, organo ufficiale del Partito dei Lavoratori al potere, ha pubblicato diverse foto dalla nuova dimostrazione di forze. “La gara ha di nuovo dimostrato che l’Armata Popolare coreana farà sentire agli invasori il gusto vero delle pallottole e della guerra”.

Dichiarazioni che arrivano all’indomani dei nuovi minacciosi moniti lanciati da Donald Trump, che ha usato il termine “Armada” per indicare l’unità navale in avvicinamento alla penisola coreana. Ieri la Cina ha esortato al presidente americano a sottoscrivere un approccio negoziale per una soluzione pacifica alla questione nordcoreana.

Nel frattempo, sempre ieri, si è svolto l’atteso incontro a Mosca tra il  segretario di Stato americano Rex Tillerson e il ministro degli esteri russo Serghej Lavrov al termine della quale si intravedono sì spiragli di dialogo, ma si confermano anche i motivi di scontro.

“Le relazioni non sono idilliache. Ci sono una serie di questioni da risolvere. Ma le tante ore passate insieme non sono state vane. Ora ci capiamo meglio”, ha detto il ministro russo nella conferenza stampa successiva al faccia a faccia. “I nostri rapporti sono a un livello basso di fiducia e due potenze nucleari non possono permetterselo”, gli fa eco Tillerson. Che poi segnala vari terreni di convergenza: stabilizzare la Siria perché non diventi un covo di terroristi, implementare gli accordi di Minsk sull’Ucraina, denuclearizzare la Corea del Nord. Mentre Lavrov riferisce che Putin è pronto a ripristinare la linea diretta di comunicazione tra i vertici militari per evitare collisioni aeree in Siria che era stata sospesa dopo i missili lanciati da Trump sulla base di Assad.