Alitalia: trattativa in panne. Atlantia potrebbe defilarsi dal salvataggio

3 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Trattativa in panne per Alitalia. Il nuovo ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha prorogato al 15 ottobre prossimo il termine ultimo per presentare l’offerta vincolante da parte di Fs-Delta e Atlantia per acquisire le attività di Alitalia dai commissari.

I partner della newco – Fs con il 35%, a pari merito con Atlantia, il Mef circa il 15%, Delta il 10% – che dovrebbe salvare la tormentata compagnia di bandiera italiana si sono arenati sul piano industriale. Atlantia soprattutto, in una lettera indirizzata al governo, lamenta che il piano non sia tanto di sviluppo quanto piuttosto di sopravvivenza. E’ Repubblica che riporta stralci della lettera di Atlantia.

Nonostante l’indubbio e significativo impatto che il mancato rilancio di Alitalia potrebbe avere sulla controllata Aeroporti di Roma per la suddetta data (il 15 ottobre, ndr) non sarà per noi possibile aderire all’auspicato consorzio che formulerebbe l’eventuale offerta formale stanti, tra l’altro, le rilevantissime tematiche di contesto tuttora non risolte” (…)  L’analisi del piano industriale Alitalia consente infatti, a nostro meditato avviso, al più un rischioso salvataggio con esiti limitati nel tempo ed è ben lungi da costituire una piattaforma di rilancio della compagnia aerea”.

A preoccupare la holding della famiglia Benetton la questione spinosa della revoca delle concessioni per Autostrade per l’Italia.

“Il permanere di una situazione di incertezza in merito ad Autostrade per l’Italia o ancor più l’avvio di un provvedimento di caducazione di cui si legge sugli organi di stampa, non consentirebbero infatti alla scrivente società – per evidente senso di responsabilità riconducibile sia alle risorse finanziarie necessarie che alla tutela degli interessi dei nostri circa 40mila azionisti italiani ed esteri, dei circa 31mila dipendenti del gruppo e di tutti gli stakeholders – di impegnarsi in un’operazione onerosa di complessa gestione ed elevato rischio, come dimostrato da due precedenti piani di ristrutturazione falliti ai quali pure abbiamo partecipato”.

Punto interrogativo anche per la posizione di Delta Airlines. La compagnia statunitense non ha dato la sua disponibilità a incrementare le rotte transatlantiche previste per Alitalia.

Nel dettaglio Delta ha stipulato con Air France-Klm e la Virgin una joint venture che ha già ottenuto l’autorizzazione  preliminare dall’Antitrust dal governo degli Usa il 2 agosto. Alitalia che finora faceva parte di questi accordi commerciali, ora potrebbe entrarci ma solo come associated partner, ossia partner di secondo livello  e Delta non ha dato alcuna possibilità di modificare questo stato di cose. Ha creato tensione nella trattativa su Alitalia anche l’ultima mossa annunciata da Delta che la scorsa settimana ha acquistato il 20% della compagnia cilena Latam pagando 1,9 miliardi di dollari e più di 300 milioni di dollari per i sistemi informatici e i costi del passaggio dall’alleanza Star Alliance a SkyTea. Numeri enormi rispetto all’investimento previsto per Alitalia. Al fine di sciogliere alcuni dubbi oggi è previsto un incontro tra Fs, Delta e la società dei Benetton con il governo, al Ministero dello sviluppo economico, con la presenza di tecnici del Mef, nonchè dei commissari della compagnia.