Alitalia sull’orlo crac censura L’Espresso: “Non distribuite quella rivista”

23 Gennaio 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Ultima chiamata per salvare Alitalia che sarebbe dovuta tornare in pareggio nel 2016 ma invece ha chiuso l’anno in rosso con una perdita vicina ai 500 milioni di euro. Ma questa volta a dispetto di quanto avvenne nel 2008, lo Stato non dovrà sborsare neanche un euro.

Da mesi il comitato di alto profilo guidato dall’ad Cramer Ball e dal presidente Luca Cordero di Montezemolo sta studiando un piano industriale che riporti la compagnia italiana ai fasti degli anni passati per cui servirà un’iniezione di liquidità pari a mezzo miliardo. Un’operazione che appare molto complessa ed è supportata da Lazard.

Trecento milioni  li metterà sul piatto Etihad, i primi a non voler che Alitalia fallisca. Altri 175-180 milioni li metteranno le banche azioniste  come nuove linee di credito mentre le vecchie saranno convertite in azioni, tra cui una residua linea del Monte dei paschi di Siena che potrebbe diventare piccolo socio di Cai. Quasi certi gli esuberi anche se il numero non è ancora definito.

Immutati resteranno i pesi azionari, quando terminerà l’operazione, con Etihad che non potrà salire oltre il 49% altrimenti arriverà l’altolà comunitario. Nel gioco figura anche Generali che nel 2015 ha emesso un’obbligazione pari a 300 milioni per Alitalia, bond che, se dovesse fallire la compagnia, diventerebbe carta straccia.

Alitalia censura L’Espresso: “Non distribuite la rivista agli ospiti”

Una corsa contro il tempo per salvare Alitalia che nel frattempo tappa la bocca ai giornali. E’ notizia delle ultime ore la censura che la società guidata da Cramer Ball ha imposto nei confronti della rivista L’Espresso, rea di dedicato il suo ultimo numero, quello in edicola domenica scorsa, alla crisi della compagnia di bandiera, con una copertina con un titolo chiaro: “Chi ha ucciso Alitalia“.

L’articolo contiene documenti esclusivi che rivelano conti ed investimenti sbagliati che hanno portato oggi alla situazione drammatica in cui versa la compagnia. Un reportage che ai piani alti non è affatto piaciuto e da qui è partito l’ordine di censura.

Nel Mercurio, una sorta di vademecum ufficiale che viene consegnato agli operatori di cabina al briefing previsto per ogni volo prima della partenza, contenente informazioni e indicazioni utili per assistere i passeggeri, a pagina 8 c’è un chiaro riferimento a L’Espresso.

“Vi informiamo che qualora venga imbarcata la rivista L’Espresso non deve essere distribuita ai guest (gli ospiti)”.