Alimentare, olio “made in italy” perde appeal

11 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – In occasione del Monitoraggio annuale, ASSITOL ha presentato dati e problemi del settore, sottolineando l’impegno delle imprese nel contrastare il difficile momento economico. Poche luci e molte ombre. Si possono sintetizzare così i dati del Monitoraggio degli oli d’oliva e di sansa relativi al 2009, che ASSITOL, l’Associazione Italiana dell’Industria Olearia, ha presentato oggi a Roma. E per il 2010, la situazione appare ancora in salita. Secondo lo studio, lo scorso anno, le vendite di olio confezionato dalle imprese associate sul mercato interno hanno registrato un calo pari al 10,6%. Va però sottolineato che il dato negativo non è frutto esclusivo della non facile situazione di mercato ma, in buona parte, dell?uscita di una marca nazionale dal panel delle aziende monitorate durante il 2009. Il calo, quindi, è superiore quello rilevato in ambito nazionale anche da altre fonti (Istat, Nielsen). Sia i dati ASSITOL che quelli di altri enti vedono in diminuzione l’olio d’oliva ed anche l’extravergine. Sono i prodotti di nicchia a vantare il segno più, ovvero gli oli biologici e l’olio 100% italiano, i quali, peraltro, non coprono più del 7% delle vendite complessive. Per giunta, DOP/IGP, biologico e il “tutto italiano” perdono quota nella Grande Distribuzione, vale a dire nel canale di commercializzazione più importante. Anche per l’export, il 2009 si è rivelato un anno piuttosto piatto.