ALERT TASSI USA: OGGI PARLA IL FALCO DELLA FED

7 Febbraio 2008, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Oggi è attesa la riunione della Bce che non dovrebbe apportare alcun cambiamento al tasso di riferimento. Più attesa è invece la conferenza stampa successiva. Gli operatori si aspettano una maggiore attenzione da parte di Trichet sulla crescita che ha evidenziato i primi segnali di rallentamento, anche se non è escluso che il capo della Bce continui a minacciare un rialzo dei tassi a causa dell’aumento delle spinte inflative.

L’ipotesi più probabile è che l’istituto continui a focalizzare i suoi discorsi sul tema inflazione almeno fino a quando non saranno terminate le contrattazioni salariali in corso in diversi paesi dell’area. Attesa anche la riunione della Boe che dovrebbe procedere con un taglio del tasso di riferimento di 25 pb.

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Tassi di Interesse: in area Euro i tassi di mercato hanno chiuso la sessione in rialzo sul tratto lungo in attesa delle riunioni delle banche centrali di oggi e sulla scia positiva dei listini azionari. Il differenziale 2-10 anni è salito portandosi a 64 pb, mentre lo spread sul decennale Italia-Germania è rimasto pressoché stabile. Le tensioni finanziare continuano a pesare sull’indice Itraxx Crossover che ha superato i 500 pb, registrando un nuovo massimo. Sul decennale il supporto si colloca a 3,82%, le resistenze a 3,90% e 4%.

Negli Usa i tassi sono lievemente saliti nonostante il calo dei listini azionari. Probabilmente il ribasso recente è stato giudicato eccessivo dagli operatori. I Treasury potrebbero essere stati penalizzati dall’asta da 13Mld$ a 10 anni dove si è registrato il rendimento minore da 30 anni. Nel corso della serata il presidente della Fed di Filadelfia Plosser ha detto che i recenti tagli sui tassi sono stati necessari per rivitalizzare l’economia. Ha aggiunto però che non sono in grado di sanare tutti i problemi economici attuali (insolvenze nel settore dei mutui, il repricing delle obbligazioni collegate a tale comparto e potenziali revisioni al ribasso dei rating delle società finanziarie).

I mercati dovranno risolverli da soli e probabilmente saranno capaci di farlo, ma richiederà del tempo. Infine ha avvertito i mercati che il rallentamento della crescita potrebbe non frenare l’inflazione, segnalando che esiste la possibilità che i tagli in futuro possano interrompersi.

Un proseguimento aggressivo dei tagli potrebbe far rischiare alla Fed la perdita di credibilità nella propria battaglia contro l’inflazione. In seguito a tale discorso i listini azionari Usa hanno ritracciato, chiudendo negativi. Questa sera è atteso il discorso del presidente della Fed di Dallas Fisher, che ricordiamo è stato l’unico ad opporsi al taglio dei tassi nel FOMC del 30 gennaio.

Per oggi sul tratto decennale il supporto si colloca in prossimità del 3,50%. Sul fronte finanziario la società “bond insurer” MBIA sta programmando un aumento di capitale da 750Mln$ per cercare di mantenere il rating AAA. La decisione è arrivata dopo che l’agenzia di rating Fitch ha messo il rating sotto osservazione per un eventuale downgrade.

Valute: prosegue l’apprezzamento del Dollaro vs Euro, con la valuta unica penalizzata dall’attesa della conferenza stampa di Trichet. Per oggi il supporto più vicino si colloca nella fascia 1,4580-1,46. Qualora venisse perforato al ribasso non si esclude che venga raggiunto in tempi brevi il prossimo livello collocato intorno a 1,44-1,4365. Lo Yen si è lievemente apprezzato verso Euro e Dollaro con il movimento più marcato avvenuto vs la valuta europea. Verso Euro il supporto fondamentale si colloca a 152, sebbene esista uno intermedio in prossimità di 155.

Materie Prime: giornata contrastata per il comparto. Il greggio ha perso poco meno dell’1,5% dopo che il Dipartimento dell’Energia Usa ha annunciato un marcato aumento settimanale delle scorte (+7Mln vs attese di +2Mln). Positivi i metalli industriali a Londra favoriti dal rialzo dei listini azionari europei. In rialzo anche l’oro (+1,7%) nonostante l’apprezzamento del Dollaro vs Euro. Contrastati gli agricoli. All’ennesimo record del grano (+3%) si è unito il calo del mais (-1,5%) e della soia (-0,3%).

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