Alert, la Bce taglia stime su Pil Eurozona 2011-2012

15 Settembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – La Bce ha tagliato le stime di crescita economica dell’area euro per il 2011 e il 2012: l’incremento del Pil di Eurolandia dovrebbe attestarsi tra l’1,4 e l’1,8% quest’anno e tra lo 0,4 e il 2,2% il prossimo, a fronte di una “forchetta” che nelle stime di giugno scorso era compresa tra l’1,5 e il 2,3% nel 2011 e tra lo 0,6 e il 2,8% nel 2012.

Nella conferenza stampa successiva alla pubblicazione del report, il commissario Olli Rehn ha detto che la crescita attraversera’ una fase di stallo virtuale entro la fine dell’anno.

Per quanto riguarda l’Italia, il Pil quest’anno non arrivera’ ad una crescita dell’1%: queste le nuove stime di Confindustria e della Commissione Europea che rivedono al ribasso le precedenti previsioni. In particolare, per gli industriali la nostra economia crescera’ dello 0,7% quest’anno e frenera’ allo 0,2% il prossimo, contro il +0,9% e il +1,1% indicati a giugno. In altri termini, il benessere degli italiani e’ ai livelli del 1999.

La manovra, diventata ieri legge, non dovrebbe avere alcun impatto sulla crescita nel 2011. “Siamo in contatto con le autorita’ italiane – ha detto ancora Rehn – che hanno tenuto in considerazione” le previsioni di un rallentamento della crescita.

Ma il rapporto diffuso oggi dalla Commissione, le “previsioni intermedie”, come ha spiegato Rehn, riguarda il 2011 mentre la manovra italiana avra’ effetto solo sull’andamento dell’economia dei prossimi anni. Per sapere se la manovra avrà l’atteso effetto sulla crescita, dunque, sara’ necessario aspettare il mese di novembre, quando a Bruxelles saranno pubblicate le previsioni economiche d’autunno.

In prospettiva – rileva la Bce – una serie di andamenti sembra frenare la dinamica di fondo dell’area dell’euro, fra questi la moderazione del ritmo di crescita dell’economia mondiale, con i connessi ribassi delle quotazioni azionarie e il peggioramento del clima di fiducia delle imprese, nonché effetti sfavorevoli derivanti dalle tensioni in atto in vari mercati del debito sovrano dell’area dell’euro. Di conseguenza, la crescita del PIL in termini reali dovrebbe aumentare a ritmo molto moderato nella seconda metà di quest’anno.

Al tempo stesso il Consiglio direttivo della Bce “continua ad aspettarsi che l’attività economica dell’area dell’euro tragga beneficio dalla crescita in corso a livello mondiale, nonché dall’orientamento di politica monetaria accomodante e dalle varie misure adottate a sostegno del funzionamento del settore finanziario”.

“Per quanto concerne i conti pubblici, una serie di paesi ha annunciato una serie di misure aggiuntive tese ad assicurare il conseguimento dei propri obiettivi di risanamento e – sottolinea la Bce – a rafforzare le basi giuridiche delle regole di bilancio nazionali”. Per l’Eurotower “a garanzia della credibilita’ e’ ora essenziale che i provvedimenti annunciati si concentrino nelle fasi iniziali dei periodi di programmazione e trovino piena applicazione”.

Inoltre, secondo l’istituto di Francoforte, “le proposte di bilancio per il 2012, attualmente allo studio nella maggior parte dei paesi dell’area dell’Euro, devono stabilire misure sufficientemente ambiziose e dettagliate, incentrate dal lato della spesa, in modo da conseguire gli obiettivi di bilancio per il 2012 e per gli anni successivi”. I governi, prosegue la Bce “devono essere pronti ad attuare misure di risanamento aggiuntive, in particolare dal lato della spesa, qualora si concretizzino rischi relativi alla realizzazione degli attuali obiettivi di bilancio”.

La Banca Centrale Europea, nel suo bollettino mensile, chiede “ferma determinazione a onorare pienamente” gli impegni sottoscritti.

Mentre nel primo trimestre il Pil italiano e’ salito dello 0,1% e nel secondo dello 0,3%, per il terzo e per il quarto triimestre la Commissione prevede una crescita zero, mentre la media dell’Eurozona salira’ del +0,2% nel terzo trimestre e del +0,1% nel quarto.

“Gli sviluppi recenti – si legge nelle Previsioni riguardo alla situazione italiana – hanno una ricaduta sull’attivita’ economica nella seconda meta’ del 2011. Il ridimensionamento della domanda globale pesera’ sulle esportazioni, che hanno guidato la ripresa finora. Le condizioni ancora deboli del mercato del lavoro e le pressioni inflazionistiche ridurranno probabilmente i redditi reali disponibili e quindi scoraggeranno i consumi privati”. Ancora, “le recenti tensioni sui mercati finanziari aumenteranno i costi del finanziamento delle imprese e pertanto influenzeranno negativamente le decisioni sugli investimenti”. Inoltre, “gli indici di fiducia di imprese e consumatori si sono sensibilmente ridotti negli ultimi mesi”.

Le previsioni di crescita per il secondo semestre dell’anno, si spiega nel rapporto della Commissione Europea, sono state riviste notevolmente al ribasso, di circa mezzo punto percentuale per l’area dell’euro e per l’Ue rispetto alle previsioni di primavera.

Inoltre, le prospettive attuali sono incerte e molti sono i rischi che pesano sulle previsioni. “Le previsioni per l’economia europea si sono deteriorate – commenta il commissario Ue per gli Affari economici e monetari Olli Rehn – la ripresa che segue una crisi finanziaria e’ spesso lenta e irta di ostacoli.

Infine l’economia Ue risente di un contesto esterno piu’ difficile, mentre la domanda interna rimane debole. La crisi del debito sovrano si e’ aggravata e le turbolenze sui mercati finanziari sono destinate a frenare l’economia reale. “Per avviare la ripresa e’ fondamentale salvaguardare la stabilita’ finanziaria e mettere i bilanci su un percorso che non lasci dubbi sulla sua sostenibilita'”.

“Cio’ – conclude la Commissione – richiede costanza nel proseguimento della strategia di un risanamento di bilancio che sia differenziato e favorevole alla crescita e nell’attuazione delle decisioni di sostenere la stabilita’ finanziaria. Allo stesso tempo – conclude la dichiarazione di Rehn – le riforme strutturali sono piu’ importanti che mai per creare il futuro potenziale di crescita”.

La Commissione Ue riduce le previsioni di crescita dell’inflazione: nel 2011 nell’Eurozona il tasso sara’ del 2,5% (in maggio la previsione era del 2,6%) e nell’Ue27 del 2,9% contro il 3% previsto precedentemente. Il ridimensionamento dell’inflazione sara’ quindi graduale, ma piu’ rapido di quanto previsto dalla stessa Commissione in primavera. Dopo l’accelerazione nel primo semestre dell’anno, trainata soprattutto dalla componente energia, recentemente i prezzi delle materie prime sono leggermente diminuiti.

In Italia Confindustria rivede al ribasso le stime di crescita. Secondo il Centro Studi di viale dell’Astronomia il Pil sale dello 0,7% quest’anno e frena allo 0,2% il prossimo, contro il +0,9% e il +1,1% indicati a giugno. Le nuove stime, spiega il Csc, “rispecchiano l’andamento negativo delle statistiche congiunturali e degli indicatori anticipatori, non solo in Italia, l’ampia volatilita’ dei mercati finanziari, che sparge incertezza, e il diffuso arretramento della fiducia di imprese e consumatori”.

I consumi delle famiglie ristagnano e la pressione fiscale salira’ nel 2012 a livelli record, oltre il 44%. Secondo il Centro studi degli industriali, nel 2011 i consumi aumenteranno dello 0,7%, contro il +0,8% previsto a giugno, e dello 0,1% nel 2012, contro il +1% stimato a giugno.

Il calo della fiducia di consumatori e imprese, spiega il rapporto, accentua il rallentamento della domanda interna. “La spesa delle famiglie ha mostrato una graduale decelerazione dalla scorsa estate fino al primo trimestre del 2011, quando ha registrato un incremento dello 0,1% congiunturale; nel secondo il ritmo e’ stato di poco piu’ elevato (+0,2%). La tendenza per la restante parte dell’anno e’ perlomeno di stagnazione”.