Alert Italia: rendimenti bond decennali al 5%, massimi dal 2008

9 Marzo 2011, di Redazione Wall Street Italia

SIENA – Tassi di interesse: chiusura contrastata per i tassi di mercato dell’area Euro. Sul comparto governativo e swap si è assistito ad un rialzo dei tassi sul tratto decennale, mentre sono rimasti poco variati sul due anni. In mattinata invece si sta assistendo ad un rialzo su tutta la curva.

Da evidenziare inoltre il decennale italiano che in mattinata ha visto il tasso salire al 5%, ai massimi da novembre 2008. Sul monetario il tasso Euribor 3 mesi è stato fissato a 1,18% da 1,172%. Secondo l’agenzia di rating S&P in area Euro potremmo assistere alla riduzione di rating di diversi paesi ed il default della Grecia potrebbe essere una possibilità.

La Spagna ieri ha effettuato un’emissione sindacata sul titolo a 15 anni per un importo di 4 Mld€. Oggi invece sarà la volta del Portogallo che oltre ad un buyback di titoli in scadenza ad aprile e giugno 2011, emetterà il titolo con scadenza 2013 per 0,75-1 Mld€. Si tratta della prima emissione di bond portoghesi negli ultimi due mesi.

Sul fronte macro, segnaliamo il forte rialzo degli ordinativi industriali tedeschi di gennaio, che hanno visto un recupero di tutte le componenti beneficiando soprattutto del rialzo degli ordini di paesi extra area Euro. Weber, presidente uscente (a fine aprile) della Bundesbank, in occasione della presentazione del bilancio 2010 chiuso con utili pari a 2,2Mld€ da 4,1Mld€ dell’anno precedente, ha ieri rivisto al rialzo le stime di crescita 2011 per la Germania, portandole al 2,5% dal 2% dichiarato a dicembre. Lo stesso Weber si inoltre dichiarato concorde con le attuali aspettative di mercato sul tasso Bce per fine 2011, che incorporano un rialzo complessivo di 75pb.

Negli Usa la giornata si è chiusa con tassi di mercato in rialzo sia sul comparto a lungo sia su quello a breve nonostante il buon andamento dell’asta su titoli a 3 anni. Il tesoro ha, infatti, collocato 32 Mld$ con un bid-to-cover del 3,22 ed una domanda da parte degli “indirect bidders” (in buona misura banche centrali estere) ben superiore al 30%. Il forte rialzo dei prezzi energetici, nonostante il lieve ritracciamento di ieri, sta inoltre portando ad un aumento delle aspettative d’inflazione. Le “break-even” sul tratto a dieci anni hanno superato la soglia del 2,5%, posizionandosi sui livelli massimi dal luglio 2008, quando il greggio Wti raggiunse i 147 $/b.

Sul fronte azionario, i principali listini hanno recuperato le perdite di inizio settimana grazie al buon andamento del settore finanziario guidato dal rialzo di Bank of America (+4,7%). In occasione dell’Investor Day, il primo che la banca ha effettuato dopo lo scoppio della crisi, l’ad Brian Moynihan, ha annunciato un incremento del dividendo già nella seconda parte dell’anno oltre all’intenzione di effettuare operazioni di buy-back in futuro.

Gli operatori saranno verosimilmente focalizzati sul comportamento del mercato azionario oggi, in occasione dell’anniversario dei due anni dal minimi del 9 marzo del 2009. Sul fronte emissioni, oggi è attesa l’asta sul comparto decennale Treasury per un importo di 21Mld$.

Valute: dollaro in apprezzamento verso euro sulla scia del calo del prezzo del greggio, con il cross che rotto l’importante supporto a 1,3950 si è spinto fin sotto quota 1,39. Il biglietto verde è stato sostenuto anche dall’ipotesi (formulata dalla società di consulenza Medley Global Advisors) che la Fed è pronta a modificare il tenore del proprio linguaggio sull’impegno al mantenimento dei tassi fermi “per un periodo esteso”, in vista dell’incontro del 15 marzo.

Nella giornata odierna l’euro sembra ancora sotto pressione dopo una partenza cauta delle borse europee. Oggi sarà importante la tenuta dell’area 1,3850/60. Un’eventuale rottura potrebbe spingere il cross sotto 1,38. Resistenza a 1,3920. Lieve deprezzamento dello yen vs euro e dollaro in un contesto di rialzo della borsa giapponese. Verso dollaro la resistenza più vicina per oggi si colloca presso area 83, il supporto a 82. Verso euro la resistenza si colloca a 116, il supporto a 114,50.

Materie Prime: tra gli energetici prese di profitto sul Brent (-1,7%) ed in misura minore sul Wti (-0,4%) dopo la discussione tra i membri Opec circa la possibilità di una riunione d’emergenza per valutare un aumento della produzione. Positivi i metalli industriali ad eccezione del nichel (-2,4%), prese di profitto sui preziosi. Tra gli agricoli forti vendite su cotone (-3,5%) e grano (-2,4%), in rialzo zucchero (+2,4%) e caffè (+2,2%).

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