Alert cospirazione: uno dei capi di Al-Qaeda invitato al Pentagono dopo l’11 settembre

22 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

L’imam Anwar Al-Awlaki, cittadino americano, che ha avuto un ruolo chiave nei recenti attacchi terroristici di Fort Hood in Texas e nel caso dell’auto bomba non esplosa di Times Square a New York, e che aveva gia’ predicato e indottrinato alcuni dei sauditi reponsabili degli attacchi dell’11 settembre, e’ stato ospite d’onore ad un pranzo che si e’ tenuto al Pentagono con funzionari del governo di Washington. Ne da’ notizia il network di Rupert Murdoch Fox News. (continua sotto il video)

Awlaki e’ una figura chiave in tutte le piu’ recenti trame terroristiche che hanno avuto come obiettivo target simbolici negli Stati Uniti e in Canada, e il fatto che la notizia dell’invito al Pentagono sia stata diffusa da una rete televisiva notoriamente di destra ha portato sui blog americani al rinfocolamento del rumor secondo cui l’imam sia uno degli agenti della CIA piu’ attivi nelle piu’ ampie e misteriose strategie sul terrorismo, con dirette conseguenze per le policy nella lotta allo stesso e soprattutto l’impegno dell’esercito americano sui due fronti di guerra, in Iraq e Afghanistan.

“Documenti ottenuti in esclusiva da Fox News – si puo’ sentire nel video qui sopra – compresa un’intervista con l’FBI condotta dopo la sparatoria a Fort Hood nel novembre 2009, asseriscono che Awlaki fu portato al Pentagono come parte del piano organizzato dai militari per avvicinare la comunita’ musulmana subito dopo l’attacco alle Torrri Gemelle dell’11 settembre”.

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Awlaki fu invitato a un lunch alla sede del Ministero della Difesa Usa e prima fu ospitato nell’ufficio della segretera dell’Army Office of Government Counsel. Secondo Fox News la sua presenza alla riunione fu preparata deliberatamente nonostante – o forse proprio per – gli acclarati legami di Awlaki con tre dei dirottatori suicidi responsabili degli attacchi dell’11 settembre 2001 – cioe’ Nawaf al-Hazmi, Khalid al-Mihdhar e Hani Hanjour – identificati come i piloti del volo American 77 che si schianto’ contro il Pentagono (qui sotto il video dell’impatto, attenzione al 24esimo secondo).

Dopo la sparatoria di Fort Hood dello scorso novembre si scopri’ che lo sparatore, il Maggiore Nidal Malik Hasan, era stato in contatto con Awlaki. L’imam, attivo alla moschea Dar al-Hijrah di Falls Church, in Virginia, nel 2001 aveva pregato con (e indottrinato) sia Hasan che i tre terroristi suicidi del volo 77 sul Pentagono del 9/11.

Awlaki era in contatto anche con il terrorista che il giorno di Natale 2009 si impacchetto’ con bombe le mutande, Umar Farouk Abdulmutallab, agendo come tramite tra il giovane nigeriano (figlio di un ambasciatore) e colui che forni’ l’esplosivo. Sul web circola la tesi secondo cui l’incidente sul volo Delta 253 fu una sceneggiata dall’inizio alla fine. Infatti il Dipartimento di Stato USA consenti’ ad Abdulmutallab di imbarcarsi sull’aereo, aiutato da un misterioso uomo indiano molto elegante, nonostante il giovane fosse sulla lista nera “no fly” dei sospetti terroristi e non avesse il passaporto.

Il presunto fallito attentato aereo il giorno di Natale 2009 si rivelo’ in poche settimane una manna per le aziende della sicurezza legate al – possiamo dirlo? – complesso militare-industriale americano che ruota intorno alla galassia del Pentagono (la parte piu’ grossa del budget Usa, con centinaia di miliardi di dollari annui di commesse alle “aziende militari”): nei primi mesi del 2010 furono introdotti i costosi e assai controversi “body scanners” nei maggiori aeroporti Usa e del resto del mondo, apparecchi che mostrano il profilo nudo dei passeggeri all’imbarco.

Anche il bombarolo di Times Square Faisal Shahzad, che poche settimane fa si e’ dichiarato colpevole di fronte a un tribunale di New York ed e’ stato condannato all’ergastolo, era in contatto con Awlaki prima del suo fallito attentato con una potente auto-bomba lo scorso 1 maggio nella piazza piu’ affollata di Manhattan.

“Il Pentagono non ha dato alcuna spiegazione su come un uomo, che oggi e’ sulla lista dei Most Wanted della CIA, fosse invitato a un pranzo nella sede del Ministero della Difesa a Washington”, racconta il servizio Tv di Fox News.

Il motivo, secondo Webster Tarpley, e’ molto semplice: Awlaki e’ un agente dell’ intelligence americana e anzi “uno dei piu’ importanti impresari del terrorismo operante sotto la copertura di un fondamentalista islamico” il cui compito e’ stato per anni “motivare e incoraggiare gruppi di giovani mentalmente tarati e suggestionabili” facendoli poi intrappolare in varie “trame terroristiche” con la regia sia dell’FBI che dei servizi segreti canadesi RCMP.

Tarpley scrive che il ruolo di Awlaki negli attacchi di Toronto e di Fort Dix, in New Jersey, blitz terroristici ambedue organizzati dai “federali” dell’FBI come fu dimostrato durante il processo in tribunale, sono la riprova di quanto l’imam sia stato utile alle autorita’ Usa nella strategia di puntare alla radicalizzazione di giovani estremisti musulmani. La tesi sottostante il servizio di Fox News andato in onda l’altro giorno in America e che WSI ha presentato qui ai lettori per la prima volta in Italia, e’ che Awlaki sia un agente con doppia operativita’, da una parte uno dei leader e punto di riferimento anche di indotrinamento per i disegni di Al-Qaeda negli Stati Uniti, ma nella realta’ uno dei cervelli al servizio dei servizi segreti di Washington, per cui non sarebbe affatto sorprendente quella sua clamorosa presenza al lunch del Pentagono di cui si parla nel filmato e nel documento dell’FBI presentato in questa pagina.