Alert Censis su “bolla del risparmio cautelativo”

4 Dicembre 2015, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Un paese “a bassa propulsione che non ritrova il gusto del rischio”. È questa la fotografia che dà dell’Italia il 49esimo Rapporto Censis sulla situazione del tessuto sociale, presentato quest’oggi a Roma. Gli italiani vivono in un letargo esistenziale e collettivo in cui prevale la logica del “day-by-day” e non si riaccende la propensione al rischio.

“Nell’Italia dello ‘zero virgola’, in cui le variazioni congiunturali degli indicatori economici sono ancora minime, continua a gonfiarsi la bolla del risparmio cautelativo e non si riaccende la propensione al rischio”.

Cresce il valore del patrimonio finanziario degli italiani che arriva a superare i 4mila miliardi di euro e da giugno del 2011 arriva a giugno del 2015 ha registrato un + 6,2%.

E negli anni segnati dalla crisi economica gli italiani hanno affilato le armi e si sono difesi. A parlare i numeri: +30,9% per il contante e depositi bancari nel 2014 rispetto al 23,6% nel 2007, in crollo le azioni (dal 31,8% al 23,7%) e le obbligazioni (dal 17,6% a 10,8&).

“Negli ultimi dodici mesi (giugno 2014-giugno 2015) si conferma l’opzione cautelativa degli italiani, con un incremento di 45 miliardi di euro della liquidità (+6,3%) e di 73 miliardi in assicurazioni e fondi pensione (+9,4%), e con la rinnovata contrazione di azioni e partecipazioni (10 miliardi in meno, pari a una riduzione dell’1,2%)”.

Ma quali sono gli altri stili di consumo degli italiani individuati dal Censis? Per la prima volta dall’inizio della crisi il numero di famiglie italiane che nell’ultimo anno hanno incrementato la propria capacità di spesa è superiore a quello delle famiglie che l’hanno ridotta, 25 versus 21. Tuttavia arriva al 20% la percentuale di famiglie che non riesce a coprire tutte le spese con il proprio reddito.

Per 4 italiani su 10 la sanità nel nostro paese sta peggiorando e al Mezzogiorno la percentuale di insoddisfatti dal servizio sanitario regionale tocca il record dell’83%. La colpa è essenzialmente da ricercarsi nei costi molto alti che i cittadini devono sborsare di tasca propria per eseguire visite specialistiche rivolgendosi a strutture private. Se per una risonanza magnetica si spendono 142 euro e si attendono in media 5 giorni in ambulatori privati, pagando il ticket si attendono ben 74 giorni e si paga 63 euro.

Per quanto riguarda le nuove abitudini degli italiani, nel rapporto del Censis emerge che 15 milioni gli italiani oggi comprano on line e circa 2 milioni  usano la macchina “condivisa” il car sharing. In città sono sempre meno le ferramenta, le boutique, librerie e macellerie mentre aprono molti take away, ristoranti e bar, ma anche gelaterie e pasticcerie.

Aumentano anche i titolari di impresa stranieri soprattutto nel commercio, a dimostrazione dell’integrazione crescente degli stranieri nel nostro Pese. Cresce il numero di italiani che la televisione la guarda sul web, mentre calano le vendite della carta stampata. In calo dello 0,7% il numero di italiani che comprano libri, mentre in crescita coloro che utilizzano gli e-book.