Alert bolla hi-tech

21 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Acquisti scatenati sul settore tecnologico, investimenti a un nuovo record: pericolo bolla. I mercati, come al solito, non hanno imparato nulla dal passato.

Per comprendere le condizioni in cui versa il comparto hi-tech, scrive un editoriale di Business Insider che riporta alcuni nuovi dati, è vedere se alcuni parametri finanziari del settore – in particolare il volume d’affari – abbiano superato quelli registrati nel 1999 alla vigilia dello scoppio della bolla “Dot-Com“.

Una cosa è certa: come allora, il Nasdaq ha testato ancora quota 4.000. L’ultima volta che lo aveva fatto, era proprio il 1999.

Altro campanello d’allarme: il valore complessivo delle IPO tecnologiche ha toccato nuovi massimi nel 2012, di importo superiore rispetto agli eccessi della bolla 1999-2000, circa 18 miliardi di dollari.

Inoltre, secondo la nuova relazione sui finanziamenti per gli investimenti nelle startup tecnologiche realizzata da PricewaterhouseCoopers, nel 2013, l’industria del software ha ricevuto il 37% di tutto il venture capital. Si tratta della percentuale più alta da quando PwC ha iniziato a monitorare gli investimenti dal 1995.

Nello specifico, le aziende di Internet hanno ottenuto più di 7 miliardi di dollari in nuovi finanziamenti nel 2013. Nel 2007, l’anno di picco prima della recessione della crisi del credito, gli stessi tipi di società avevano ricevuto poco più di 5 miliardi di dollari. Vale la pena ricordare, però, che al culmine della bolla dot-com nel 2000, gli investimenti nelle imprese di internet avevano raggiunto un picco di oltre 41 miliardi dollari, secondo PwC. Quindi, forse, c’è ancora un po’ di margine prima che la bolla arrivi a scoppiare.

Ci sono stati ben 1.523 accordi di finanziamento nel comparto software, durante il 2013, in crescita del 10% rispetto ai 1.384 accordi del 2012, secondo PwC. Il livello raggiunto, durante il boom delle dot-com nel 2002, invece, era stato di 2.167. Gli osservatori della bolla però dovrebbero notare che il picco del 2013 ha superato il numero di transazioni concluse nel 1999, anno in cui la bolla aveva realmente inziato a scoppiare.

Ad ogni modo è da notare che tutti questi dati non includono ancora Square, Box, AppNexus, e Dropbox, che dovrebbero essere delle enormi IPO in uscita nel prossimo futuro. Il punto è che molti continuano a essere convinti che “questa volta è diverso”: una frase che si è sentita puntualmente poco prima del collasso di qualsiasi mercato.