Alert BIIGS. Non e’ un refuso

26 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Con il terzo maggiore debito pubblico d’Europa (almeno del 99% sul Pil) dietro solo a Grecia e Italia e un governo in panne nonostante le elezioni dello scorso giugno, il Belgio rischia di essere preso di mira dagli speculatori, che gia’ parlano di una “Grecia del Nord”.

Gli economisti pongono l’accento su un deficit di bilancio relativamente basso (visto sotto il 5%), una crescita dell’economia che non manca (nel secondo trimestre e’ stata doppia rispetto a quella dell’Italia) e un alto tasso di risparmio privato (11.5% del reddito disponibile nel 2008, in linea con Germania e Francia) facendo intendere che il paese di trova in acque migliori rispetto a quelle in cui navigano i paesi periferici dell’area Euro. Insomma, almeno sul breve periodo, la situazione resta sotto controllo. Ma non sul fronte politico, molto piu’ frammentato di quanto non accada per esempio in Spagna o Portogallo.

E’ anche alla luce di questo fattore che la risposta dei mercati finanziari potrebbe essere diversa e, come generalmente accade, anticipare il corso degli eventi. Paul De Grauwe, professore della Catholic University di Leuven ha sostenuto sul quotidiano De Standaard che, presi da soli, i fondamentali economici del Belgio non preoccupano ma l’impasse politico potrebbe distruggere la fiducia nel paese. “Se non risolviamo la crisi politica rapidamente, una crisi finanziaria e’ inevitabile”, ha scritto. Philippe Ledent, di ING Belgio, ha fornito a CNBC qualche indicazione temporale: “se la crisi continua per altri tre-sei mesi le cose si metteranno male”.

Qualche sentore e’ gia’ percepibile sul mercato del reddito fisso. In settimana il premio richiesto dagli investitori per mettere in portafoglio debito belga a 10 anni e’ cresciuto dell’1% (100 punti base) rispetto al benchmark tedesco per la prima volta da giugno mentre il costo per assicurarsi contro il default della nazione ha raggiunto un nuovo record dopo un incremento del 10% anche se va detto che questi valori restano al di sotto di quelli osservati dai Piigs. “Se ci sono delle misure drastiche da implementare, essere senza un governo rappresenta un problema. Ma in questa fase ci sono altri paesi piu’ facilmente presi di mira”, ha commentato a Reuters Peter Chatwell, di Credit Agricole con sede a Londra.

“E’ possibile che ci sia un allargamento degli spread con il Bund tedesco ma non c’e’ da aspettarsi qualcosa di simile a quanto visto per l’Irlanda o a quanto sta per accadere con il Portogallo”, ha spiegato a Reuters David Schnautz, esperto di tassi di interesse di Commerzbank. Meno ottimista Chatwell: “la vendita di bond avviene in un mercato diffile e tale potrebbe essere la capacita’ di riuscire a far comprare carta”.

L’asta odierna di titoli di stati in Belgio e’ stata tutt’altro che snobbata ma per attrarre gli investitori il Tesoro del paese ha dovuto rendere i propri bond piu’ succulenti del solito. Venduti complessivamente titoli per 2.747 miliardi di euro con una domanda superiore all’offerta. Il rendimento promesso pero’, se in linea con le piu’ recenti aste, e’ ben superiore alla media. Una conferma di questo trend potrebbe arrivare il prossimo 29 novembre, quando verranno venduti titoli con scadenza 2014, 2020 e 2035 per un importo complessivo tra 1.5 e 2.5 miliardi di euro.

Nel dettaglio, l’operazione odierna si e’ conclusa nel seguente modo:

– Titoli con scadenza al 28 settembre 2013
ammontare: 0.752 miliardi di euro
rendimento: 4.25%
rendimento dell’ultima asta effettuata (23/8): 4.25%
rendimento medio: 1.599%
Bid-to-cover ratio: 3.09

– Titoli con scadenza al 28 marzo 2016
ammontare: 0.805 miliardi di euro
rendimento: 2.75%
rendimento dell’ultima asta effettuata (27/9): 2.75%
rendimento medio: 2.503%
Bid-to-cover ratio: 2.80

– Titoli con scadenza al 28 settembre 2020
ammontare: 1.190 miliardi di euro
rendimento: 3.75%
rendimento dell’ultima asta effettuata (27/9): 3.75%
rendimento medio: 3.260%
Bid-to-cover ratio: 2.39

A rendere il quadro incerto sono anche le agenzie di rating. Da un lato il Belgio vanta il secondo maggiore giudizio sul debito di lungo termine di S&P (AA+) ma potrebbe essere rivisto proprio alla luce dello stallo politico. Anche da Moody’s il paese e’ finora riuscito a strappare da Moody’s il secondo suo migliore ratind (AA1).