Alert Bce: non è escluso un altro periodo di instabilità finanziaria

10 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) –Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva comportando un lieve calo dello spread sul 2-10 anni. Continuano invece a scendere gli spread sui titoli periferici.

In Germania il ministro delle Finanze ha dichiarato che quest’anno le emissioni potrebbero essere ridotte di 60 Mld€, grazie al miglioramento della crescita economica del paese. L’istituto Ifw a tale proposito si attende per il 2010 una crescita del 3,4%, in rialzo dal 2,1% stimato a giugno.

Sempre in Germania, secondo quanto riportato da fonti vicine all’operazione, Deutsche Bank sarebbe pronta a lanciare già dal prossimo lunedì un aumento di capitale di 9 Mld€ con la duplice finalità di aumentare la sua partecipazione in Deutsche Postbank e di migliorare i propri ratios patrimonali.

Trichet in un’intervista a Ft ha dichiarato che le misure di emergenza a sostegno del sistema bancario saranno eliminate in modo molto graduale. Allo stesso tempo il membro della Bce Ordonez ha affermato che non è escluso che ci sia un altro periodo di instabilità del sistema finanziario. Di conseguenza occorrerà che il sistema bancario rafforzi la propria struttura patrimoniale.

Sul fronte macro segnaliamo la produzione industriale francese di luglio che ha registrato un recupero grazie principalmente al settore automobilistico e materiali di trasporto.

Negli Usa tassi di mercato in rialzo sulla scia della continuazione del recupero dei listini azionari e dell’esito meno favorevole dell’asta da 13Mld$ sul comparto trentennale, collocata ad un tasso medio leggermente superiore rispetto alle attese.

A supportare i mercati azionario sono arrivate due notizie sul fronte macro: 1) restringimento del deficit commerciale di luglio; 2) richieste di sussidi per la disoccupazione inferiori alle attese. Con riferimento al deficit commerciale si è registrato un rialzo delle esportazioni, arrivate in termini assoluti al livello massimo degli ultimi 2 anni, complice soprattutto l’incremento della componente aerei.

Si tratta di un’indicazione positiva in ottica pil del terzo trimestre, dopo il forte contributo negativo delle esportazioni nette nello scorso trimestre. Per quanto riguarda i sussidi di disoccupazione è da segnalare che, a causa della festività del Labor Day, nove stati non hanno presentato i propri dati al riguardo che pertanto sono stati stimati, rendendo il dato settimanale passibile di revisione. Oggi Obama dovrebbe ufficializzare la nomina di Austan Goolsbee a capo del Council of Economic Advisers al posto della dimissionaria Christina Romer.

Valute: euro stabile intorno ad 1,27 vs dollaro. Nel breve un’importante resistenza si colloca a quota 1,2775. La tenuta del supporto in area 1,26 risulta determinante prima di ipotizzare eventuali temporanee fasi di apprezzamento del biglietto verde.

In un contesto di rialzo dei listini azionari asiatici si è assistito ad un lieve deprezzamento dello yen vs euro e dollaro, con i rispettivi cross che restano però poco al di sopra dei supporti collocati rispettivamente a 83,35 e 105,44.

Nella notte il Pil giapponese del secondo trimestre è stato rivisto al rialzo all’1,5% annualizzato dallo 0,4% stimato in precedenza grazie ad un maggior contributo degli investimenti aziendali e delle scorte.

Il governo giapponese ha annunciato anche un piano di stimolo da 11Mld$ nel tentativo di incentivare i consumi e la creazione di posti di lavoro. Torna in prossimità dei massimi storici lo yuan vs dollaro dopo che il surplus commerciale cinese di agosto è risultato superiore ai 20Mld$ per il terzo mese consecutivo.

Materie Prime: giornata negativa per la maggior parte delle commodity. In calo il greggio Wti (-0,6%). Ribassi più pesanti per i metalli industriali guidati da zinco (-3%) ed alluminio (-2,6%). In calo anche i preziosi con l’oro (-0,5%) che ha recuperato un po’ di terreno dopo l’annuncio dell’acquisto da parte della banca centrale del Bangladesh di 10 ton del Fmi. Pertanto delle circa 400 tonnellate messe in vendita dal Fmi, ne rimangono ancora da vendere poco meno della metà. In rialzo invece alcune materie agricole come lo zucchero (+4,9%) ed il grano (+4%).

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