Alert Abby Cohen, contrarian indicator n.1. “L’economia Usa rallentera’, la borsa no”, prevede

18 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Mentre il timore Transatlantico dei debiti pubblici si fa sentire sulle borse, inclusa quella americana, l’euro continua a scendere ai minimi di 18 mesi e gli investitori si rifugiano nell’oro, c’e’ chi resta ottimista sul futuro di Wall Street.

E non importa se l’economia americana rallentera’. Il mercato azionario a stelle e strisce continuera’ a crescere. Lo ha sostenuto soltanto ieri la strategist piu’ rialzista di tutta Wall Street, nota per aver anticipato il mercato toro negli anni ’90. Se allora ci aveva preso, negli ultimi anni le sue previsioni hanno dovuto scontrarsi con una realta’ molto meno rosea di quanto lei stessa si aspettasse.

Stiamo parlando di Abby Joseph Cohen, strategist di Goldman Sachs. Come riportato da Cnbc, la “guru” sulla cui credibilita’ sono ormai in molti a dubitare ha detto: “abbiamo la sensazione che la recessione sia ormai finita. Nonostante questo, pensiamo che la crescita economica possa frenare nella seconda parte dell’anno. Inizieremo a vedere un minor impatto degli stimoli fiscali di cui abbiamo gioito negli ultimi due trimestri”.

Il 18 febbraio scorso era stata chiara: l’S&P 500 chiudera’ l’anno a quota 1250-1300. A quasi tre mesi di distanza la sua opinione non cambia. L’indice di riferimento Usa terminera’ il 2010 su di circa il 7% rispetto agli attuali livelli.

Questo, ha riferito alla Cnbc, “non significa che si arrivera’ al target in modo lineare, ma quel livello ci fornisce il senso della direzione generale”.

Le stime dell’esperta non sempre collimano con quelle dei suoi colleghi. Goldman Sachs, per esempio, aveva detto di aspettarsi un rendimento dei Treasury a dieci anni in discesa al 3.25%, ben al di sotto del consensus orientato a valori compresi tra il 4% e il 4.25%. (giovedi’ 13 maggio, quando ha rilasciato le sue previsioni aggiornate, il rendimento dei Treasury a dieci anni si e’ attestato al 3.56%).

Anche sulla Cina l’istituto la pensa diversamente. Cohen, in particolare, crede in una crescita annuale del 10% per il paese dei dragoni quando invece molti analisti si aspettano un rallentamento con Pechino indaffarata a gestire un’inflazione galoppante e una bolla immobiliare pronta a esplodere.

“Siamo consapevoli del fatto che il governo locale sta mettendo in atto dei provvedimenti sul fronte dei tassi e delle politiche dei prestiti, ma crediamo che nel lungo termine l’outlook cinese e’ di una buona crescita”, ha spiegato l’esperta.

Mentre la banca per cui lavora e’ alle prese con le accuse di frode della Sec su operazioni ben poco trasparenti nei confronti dei sui clienti, Cohen resta fedele al suo datore di lavoro: l’azienda, ha detto, resta orientata ai propri investitori e ha ricevuto buoni feedback dai suoi clienti nonostante tutta la confusione che c’e’. Vallo a dire a chi ci a rimesso fior fior di quattrini.