AIUTI UE A GRECIA. ECCO COME (E SE) SCATTERANNO

12 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: nel corso del week end è stato raggiunto un accordo tra i paesi dell’area sui dettagli dell’eventuale piano di salvataggio della Grecia. La notizia ha favorito un rialzo dei tassi governativi tedeschi ed un conseguente restringimento degli spread dei titoli periferici.

In particolare il differenziale sul decennale Grecia-Germania si è portato sotto i 350 pb. Il piano è rappresentato da prestiti bilaterali da parte dei 15 paesi (escludendo la Grecia) dell’area Euro, che contribuiranno per un ammontare pari alla quota presso la Bce. Gli eventuali prestiti fanno riferimento ad un periodo di tre anni.

Per il primo anno l’ammontare totale a carico dei paesi dell’area sarà fino a 30 Mld€ nel primo anno. Il Commissario agli Affari economici e monetari, Rehn, ha dichiarato che i paesi membri contribuiranno per due terzi dell’ammontare totale. Di conseguenza la quota a carico del Fmi dovrebbe attestarsi intorno ai 15 Mld€.

Il prestito concesso dal Fmi e le sue modalità saranno definite oggi durante una riunione tra Commissione europea, Bce, autorità greche e Fmi. Eventuali prestiti per gli anni successivi saranno decisi in caso di bisogno. Il prestito sarà concesso solo dietro richiesta di Atene e sarà disponibile subito.

Secondo lo statement rilasciato dalla Commissione europea, il tasso applicato, analogamente a quanto solitamente fatto dal Fmi, sarà pari ad un tasso benchmark più uno spread. Ci saranno due possibili tassi di interesse: 1) variabile, pari al tasso euribor tre mesi; 2) fisso, pari al tasso swap a tre anni. A questi si aggiungerà uno spread di 300 pb ed un massimo di 50 pb per coprire costi dell’operazione.

Per i prestiti superiori a tre anni si aggiungerà un ulteriore spread di 100 pb. In base agli attuali tassi Irs a 3 anni pertanto la componente a tasso fisso del prestito si aggirerebbe intorno al 5,30%, a fronte di circa il 4,15% per quella variabile. Non è però ben chiaro come saranno usati i due tipi di tasso.

Nel comunicato è stato inoltre enfatizzato che i tassi applicati non sono da considerarsi tassi di favore (“non-concessional rate”). Tale punto è stato accentuato dalle dichiarazioni sia di Rehn, sia di Barroso sia di Juncker.

Verosimilmente si tratta di una richiesta tedesca per evitare che il piano possa essere percepito come una sorta di sussidio alla Grecia, con un impatto potenzialmente marcato sull’esito delle prossime elezioni del 9 maggio.

Negli Usa tassi di mercato sostanzialmente stabili a fronte della continuazione del rialzo dei listini azionari con l’indice S&P500 vicino alla soglia dei 1200 punti. I comparti che hanno maggiormente contribuito a tale andamento sono stati quelli dei venditori al dettaglio oltre che quello informatico.

L’ottimismo è spinto soprattutto dall’attesa di conferme positive dalle trimestrali che cominceranno ad essere pubblicate questa settimana, a partire oggi da Alcoa.

Nel corso della settimana sono attesi tra gli altri i dati di JpMorgan, Bank of America, Intel e Google. Oggi inizia l’incontro di due giorni a Washington tra il presidente cinese Hu Jintao ed il presidente Obama su temi inerenti la proliferazione nucleare. Probabile la discussione anche questioni di politica valutaria.

Valute: euro in marcato apprezzamento vs dollaro dopo l’annuncio dei dettagli del piano di salvataggio alla Grecia. Tecnicamente il cross ha toccato livelli in prossimità delle medie mobili a 60 giorni, avvicinandosi in mattinata a quota 1,37 che per oggi rappresenta la resistenza più rilevante.

La graduale possibile attenuazione del tema Grecia potrebbe rappresentare un fattore di supporto per la valuta unica, per la quale continuiamo ad attenderci un recupero più stabile del trend di apprezzamento vs dollaro dopo le elezioni Uk e tedesche rispettivamente del 6 e 9 maggio.

Yen debole verso euro sulla scia del rimbalzo delle borse europee. Il cross si è riportato stamattina in prossimità dei massimi registrati settimana scorsa grazie al venir meno dei timori sulla situazione greca. Il cross verso euro è tornato di nuovo sopra il livello 125,30-50 che rimane il supporto principale.

La prima resistenza si colloca in prossimità 127,8-128, e in caso di eventuale rottura il cross potrebbe spingersi fino a 129-130. Lo yen si è deprezzato anche vs dollaro con il cross che oggi trova la resistenza principale collocata a 94,70. Supporto a 92,80.

Segnaliamo inoltre che la Cina ha registrato il primo deficit commerciale (-7,2 Mld$) da circa 6 anni, grazie al forte incremento delle importazioni (+4,6% m/m).

Materie Prime: tra gli energetici il greggio Wti ha chiuso la settimana in calo a 84,92 $/barile. In controtendenza il gas naturale (+4,1%). Positivi i metalli industriali guidati da nickel (+1,9%) ed alluminio (+1,9%).

Tra i preziosi in rialzo l’oro che ha chiuso a 1165,4 $/oncia, raggiungendo il maggior livello da dicembre 2009. Misti gli agricoli, tra i migliori lo zucchero (+3%). Gli industriali premono per un incremento della quota di importazioni di zucchero Usa per attenuare la scarsa offerta e tener a freno un rialzo dei prezzi.

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