Aiuti all’Italia indispensabili per salvare l’euro dal cataclisma

11 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Senza la rete di protezione della Banca centrale europea, l’euro rischia il collasso. Dopo la minaccia di un abbassamento del rating sul debito italiano, David Riley, responsabile dei debiti sovrani dell’agenzia di rating Fitch, torna oggi all’attacco, delineando uno scenario a tinte fosche per la moneta unica.

Sul banco degli imputati c’è l’Italia e il suo debito sovrano. Che resta al centro delle preoccupazioni, nonostante le misure varate dal governo Monti. Secondo Riley, la Bce dovrebbe continuare a comprare obbligazioni statali italiane al fine di evitare un “cataclisma”. “E’ difficile ipotizzare la sopravvivenza dell’area euro unica che non passi attraverso una soluzione positiva della crisi italiana” aggiunge, specificando che se è vero che il nostro paese è troppo importante politicamente e economicamente per lasciarlo fallire, è altrettanto vero che è “troppo grande per correre questo rischio”.

Per quanto la fine dell’euro non sia lo scenario base di Fitch, l’economista di Fitch non nasconde le conseguenze disastrose che un’ipotesi del genere avrebbe a livello globale. “L’addio alla moneta unica avrebbe conseguenze drammatiche in termini di stabilità politica e economica internazionale, essendo l’euro una valuta di riserva”.

Come uscire da questo impasse? Per Riley, La soluzione al problema si chiama Bce. L’istituto europeo di politica monetaria dovrebbe abbandonare la sua riluttanza ad aumentare progressivamente i suoi acquisti di titoli di stato di Eurolandia, così come dovrebbe opporre resistenza al blocco del fondo salva stati, EFSF, prendendo in prestito il denaro direttamente da quest’ultimo. “Può essere salvato l’euro, senza più un impegno attivo da parte della Bce? Francamente noi pensiamo di no”, conclude Riley, aggiungendo che Francoforte ha ancora ampi margini di manovra senza innescare un’ondata inflazionistica.

Intanto, i timori degli investitori per la crisi dell’eurozona continuano a pesare sulle quotazioni dell’euro, che è oggi sceso sotto quota 1,27 dollari a un minimo di 1,2694 dollari.