AIG: IL GOVERNO USA LA NAZIONALIZZA IN EXTREMIS

17 Settembre 2008, di Redazione Wall Street Italia

Con una mossa senza precedenti la Fed evita in extremis il fallimento di Aig, accordandole un finanziamento da 85 miliardi di dollari. Il piano si salvataggio, orchestrato ancora una volta da banca centrale Tesoro e appoggiato dal presidente George W. Bush, prevede inoltre che il colosso assicurativo passi sotto il controllo del Governo: una decisione storica visto che, a differenza di Fannie Mae e Freddie Mac, Aig non è neanche regolata dal governo federale.

Dopo aver deluso Wall Street non tagliando il costo del denaro, la Fed cerca così di tranquillizzare il mercato, ancora scosso dal fallimento di Lehman Brothers. Il crac di Aig avrebbe avuto conseguenze catastrofiche sui mercati americani e mondiali, già sotto stress: mastodonte con un bilancio da 1.040 miliardi di dollari, il colosso assicurativo se fosse fallito avrebbe rischiato di innescare un effetto domino, spingendo al collasso una serie di intermediari finanziari e causando perdite – secondo le prime approssimative stime – per oltre 180 miliardi di dollari solo alle istituzioni finanziarie.

Dopo una giornata convulsa e il susseguirsi di febbrili incontri, il presidente della Fed Ben Bernanke e il segretario del Tesoro Henry ‘Hank’ Paulson sono usciti allo scoperto, con un piano senza storico, che non ha precedenti. Tramontati i tentativi di trovare una soluzione privata con il coinvolgimento di JpMorgan e Goldman Sachs, Bernanke e Paulsono hanno ritenuto che l’unica alternativa perseguibili al fine di evitare un collasso del sistema.

Per la seconda volta dai tempi della Grande Depressione, la Fed si è avvalsa della speciale autorità conferitale della statuto, che le consente in circostanze estreme di concedere prestiti a ogni società non in grado di assicurarsi un’adeguato finanziamento da parte di altre banche. Il prestito straordinario, che giunge al termine di dieci giorni che hanno ridisegnato la finanza americana, punta ad “assistere Aig a far fronte gli impegni presi.

Il finanziamento faciliterà il processo nel corso del quale Aig cederà alcune delle proprie attività in modo ordinato”, spiega la Fed, sottolineando che al Governo va il 79,9% della società, compreso il diritto di veto sul pagamento dei dividendi. Il prestito ha una scadenza di 24 mesi e sarà ripagato con la vendita degli asset Aig. Plaude il presidente Bush all’operazione della Fed, che punta a “promuovere la stabilità nei mercati finanziari e limitare i danni all’economia in senso lato”. Soddisfatto anche Paulson, che mette in evidenza come il prestito preveda “misure a tutela dei consumatori”.


Un’affermazione, questa, che sembra mirata a prevenire possibili critiche da più parti: il Tesoro, così come la Fed, è stata già oggetto di critiche per l’eccessivo interventismo in soccorso di Wall Street. Lasciando fallire Lehman Brothers, il maggiore crac della storia, Bernanke e Paulson hanno cercato di dimostrare di non essere disposti a salvare tutti e di non usare usare i soldi dei contribuenti per aiutare Wall Street. Ma di fronte ai possibili effetti del fallimento di Aig, non se la sono sentita di stare a guardare. Questo non li esimerà probabilmente da critiche, soprattutto quelle riguardanti l’avallare la filosofia del ‘moral hazard’ che con Lehman sembrava destinata sulla via del tramonto, dopo il salvataggio di Bear Stearns prima (costato ai contribuenti più di 20 miliardi di dollari) e quello di Fannie Mae e Freddie Mac poi (il costo per tasche dei consumatori sarà superiore, secondo le stime, ai 100 miliardi).