AHMADINEJAD STRAVINCE

13 Giugno 2009, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – Non sembrano più esserci dubbi sulla rielezione di Mahmud Ahmadinejad alla presidenza della Repubblica islamica d’Iran. Il leader iraniano ha ottenuto il 64,88% delle preferenze, contro il 32,6% del suo principale sfidante Mir Hossein Mousavi: un risultato definito incolmabile dal presidente della commissione elettorale del ministero dell’Interno, Kamran Daneshjoo, mentre lo stesso Mousavi ha denunciato brogli.

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Ancora nessun dato ufficiale, invece, sull’affluenza alle urne: ma Daneshjou ha spiegato che il livello di partecipazione sarebbe stato «tra il 75 e l’82%». Se le previsioni della commissione elettorale dovessero rivelarsi esatte, verrebbe smentita la tesi di quanti ritenevano l’alta affluenza un grande vantaggio per Mousavi. Secondo i dati diffusi dalla commissione, il presidente ultraconservatore avrebbe oltre 9,5 milioni di voti di vantaggio sullo sfidante moderato (18.787.766 contro 9.269.998). «La differenza tra il numero di voti ottenuti da Ahmadinejad e quelli raccolti dai suoi sfidanti è tale che qualsiasi dubbio sulla sua vittoria sarà interpretato come una forma di umorismo da parte dell’opinione pubblica», ha detto il direttore della sua campagna elettorale, Mojtaba Samareh Hachemi, citato dall’agenzia Fars.

Gli altri due candidati alla presidenza, Mahdi Karroubi e Mohsen Rezaei hanno ottenuto, fino a questo momento, rispettivamente lo 0,88% e il 2,3% delle preferenze. Mousavi, dopo essersi proclamato vincitore «con un margine importante» a urne ancora aperte – come del resto aveva fatto anche Ahmadinejad – ha denunciato irregolarità nel voto, dicendo che milioni di persone non hanno potuto esprimere la propria preferenza a causa della scarsità delle schede elettorali. Mousavi ha anche fatto sapere che a molti osservatori del suo partito non è stato concesso l’ingresso ai seggi e che il suo partito «attende il conteggio ufficiale dei voti, le spiegazioni su queste irregolarità, sperando che le autorità di controllo facciano il loro lavoro».

E qualche ora dopo, ha rincarato la dose spiegando che la leadership di Teheran «ha manipolato il voto del popolo». Hachemi ha però ridicolizzato la posizione assunta da Mousavi, ritenendo che «il suo annuncio teatrale sulla vittoria di coloro che hanno perso le elezioni è l’ultimo episodio di un progetto di propaganda irreale e negativo che prosegue da tre mesi». Intanto i supporter di Ahmadinejad hanno cominciato a riversarsi sulle strade per festeggiare la rielezione del presidente uscente. «È un genio», dicono alcuni. «Sono orgoglioso della vittoria del mio candidato», ha spiegato a sua volta Kamra Mohmmadi, 22 anni.

Intanto, il sito web ufficiale di Mousavi ha riferito che i Guardiani della rivoluzione islamica iraniana sarebbero scesi nelle strade della capitale con l’intenzione di fare irruzione nelle sedi del candidato moderato. Lo ha riportato la tv satellitare al Arabiya, citando sostenitori di Mousavi che hanno parlato apertamente di ’golpe dei pasdaran’. Al Arabiya ha anche riferito di raduni dei sostenitori di Mousavi nelle strade di Teheran, per festeggiare la vittoria del loro candidato, mentre la polizia iraniana avrebbe interrotto una manifestazione pro-Mousavi a Teheran.

«Non mi arrenderò a questa farsa pericolosa». Lo ha detto oggi il candidato moderato Mir Hossein Mussavi, rifiutando il risultato delle elezioni presidenziali di ieri in Iran che hanno visto, secondo i dati ufficiali, la schiacciante vittoria del presidente uscente Mahmud Ahmadinejad. Prime reazioni al voto da parte di Israele. La comunità internazionale deve intensificare la sua azione per far fronte «immediatamente» ai programmi nucleari di Teheran dopo l’esito del voto presidenziale iraniano e la conferma sulla poltrona di capo dello Stato attribuita dai dati ufficiali all’oltranzista Mahmud Ahmadinejad. Lo ha detto oggi il viceministro degli Esteri israeliano, Dany Ayalon, nel primo commento al successo elettorale dell’uomo ritenuto dall’establishment di Gerusalemme il nemico numero uno dello Stato ebraico.

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