Agenzia Entrate, nel 2010 lotta mirata a evasione su medie imprese

16 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Controlli più a tappeto sulle aziende di medie dimensioni nel 2010. E’ questo l’obiettivo su cui si concentrerà L’Agenzia delle Entrate per combattere l’evasione fiscale nel corso dell’anno. Gli indirizzi operativi antievasione sono contenuti nella circolare n. 20/E di oggi, con cui l’Agenzia delle Entrate spiega come di prevenzionire e contrastare il fenomeno. Per il segmento delle imprese di medie dimensioni è quest’anno prevista una particolare intensificazione delle attività di controllo. Le analisi svolte a livello centrale hanno infatti evidenziato l’esistenza di un diffuso sottodimensionamento delle basi imponibili che impone l’immediato incremento della pressione ispettiva, con interventi idonei ad intercettare i fenomeni di evasione che, per il comparto in questione, si presentano assai diversificati. L’intensificazione ed il miglioramento dell’attività di controllo vanno perseguiti sfruttando al massimo le sinergie derivanti dal nuovo modello organizzativo, entro l’anno a regime per tutta l’Agenzia. Esso è infatti impostato in modo tale da garantire che le Direzioni Provinciali all’interno dell’Ufficio Controlli dispongano di specifiche unità destinate al controllo di questa importante macrotipologia di contribuenti (Aree Imprese di medie dimensioni nelle Direzioni di maggiori dimensione – team dedicati nelle altre Direzioni). Al riguardo, si ricorda che: le attività istruttorie esterne e l’attività di accertamento sono demandate alla competenza degli Uffici locali fino alla completa entrata in funzione delle Direzioni Provinciali; gli obiettivi relativi ai controlli continuano ad essere assegnati alle Direzioni Regionali che provvedono alla ripartizione fra le varie strutture; le attività istruttorie esterne possono essere comunque effettuate anche dalle Direzioni Regionali per situazioni di particolare rilevanza come, ad esempio, nel caso di imprese collegate a grandi contribuenti. L’efficacia, sia repressiva che dissuasiva, degli interventi ha comunque come presupposto essenziale l’analisi del rischio di evasione sulla platea di contribuenti della specie presenti nella Provincia. Tale analisi è affidata alle Direzioni Provinciali (e, ove non ancora costituite, alle Direzioni Regionali supportate dai competenti Uffici locali) e deve muovere da una accurata mappatura delle imprese in questione, da sviluppare distintamente per le tre macro-categorie economiche (manifatture, servizi e commercio) e, all’interno di queste, per settori. I trend dichiarativi dell’ultimo quadriennio devono ovviamente costituire il fulcro dell’analisi di rischio, consentendo gli stessi, per portare esempi basilari, la individuazione delle posizioni di bassa o nulla redditività reiterata nel tempo, di volumi d’affari IVA non coerenti con le potenzialità economiche delle aziende o di posizioni IVA a credito particolarmente rilevanti e non giustificate dalla ordinaria operatività dell’impresa.