Adiconsum, destinare i soldi pubblici in infrastrutture

15 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Adiconsum denuncia l’assoluta mancanza di Piani di mobilità urbana che salvaguardino l’ambiente e il diritto alla mobilità dei cittadini. Marchionne rifiuta gli incentivi, il Governo non li vara, i consumatori-automobilisti – dichiara Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum – restano in ogni modo penalizzati. Cominciano così a circolare indiscrezioni su prossimi blocchi del traffico a macchia di leopardo, nelle principali città, come ormai di prassi, al di fuori di ogni normativa, ma su basi soggettive delle singole amministrazioni. Rivedremo il “film” del blocco delle diesel euro 4 senza FAP montato all’origine, oppure dell’esenzione dei veicoli equipaggiati con impianto di alimentazione GPL o etano, indipendentemente se circolano bruciando gas o normale carburante liquido. Adiconsum dice sì alla salvaguardia dell’ambiente, ma chiede che finiscano progressivamente i blocchi-tampone e che le amministrazioni comunali comincino a lavorare per una mobilità urbana seria e veramente ambientalista, senza scorciatoie come i blocchi del traffico, che finiscono con l’imporre l’acquisto di auto nuove e che alla fine valgono molto di più degli ecoincentivi del Governo. È ora – continua Giordano – che le amministrazioni si dedichino a risolvere i problemi strutturali che strozzano il traffico, a partire dalle troppe strade con carreggiata di 4-5 metri, senza marciapiedi, ma a doppio senso di circolazione e con sosta laterale tollerata, istituendo più sensi unici e nuove linee metropolitane, potenziando linee ferroviarie urbane, filobus e parcheggi di scambio, ripensando ad una diversa strategia dei centri di stoccaggio delle merci che decongestionino il traffico all’interno dei perimetri urbani con fasce orarie per l’approvvigionamento di supermercati, esercizi pubblici, ecc. Secondo Adiconsum i soldi pubblici risparmiati non varando gli ennesimi ecoincentivi devono essere reinvestiti nel potenziamento delle infrastrutture della mobilità urbana; quelli derivanti dalle multe elevate dai Comuni devono essere reinvestiti in interventi di messa in sicurezza della circolazione e devono essere rendicontati ai cittadini.