Addio Mr Ikea, inventore dell’arredamento low cost

29 Gennaio 2018, di Mariangela Tessa

E’ morto ieri all’età di 91 anni, Ingvar Kamprad, il controverso imprenditore svedese fondatore di Ikea. A darne l’annuncio è l’azienda, che definisce Kamprad “uno dei più grandi imprenditori del 20esimo secolo”.

Un vero self made man, che negli anni Quaranta, a soli 17 anni, fonda un gruppo che ha rivoluzionato il settore dell’arredamento della casa con un’idea commerciale a cui mai nessuno aveva pensato: offrire prodotti di design, spesso ispirati a pezzi d’autore, a prezzi accessibili. In pratica, quello che è stato ribattezzato come design democratico.

In oltre settant’anni di vita, la società ha fatto del binomio design-economicità il cavallo di battaglia che le ha permesso di crescere a ritmo incessante. Quantificare la diffusione di Ikea nel mondo fa venire il capogiro.

Per capire a fondo la storia dell’impero svedese del legno non si può prescindere dal suo fondatore. L’acronimo Ikea è composto dalle iniziali del suo nome, più Elmtaryd, la fattoria di famiglia dove cresce, e Agunnaryd, il suo paesino di origine. Tra gli uomini più ricchi del pianeta, Kamprad ha creato un colosso partendo da zero. Oggi Ikea è un impero che impiega 190.000 persone, dislocato in varie parti del mondo e genera un fatturato di 38 miliardi di euro.

La rivista americana Forbes ha stimato nel 2007 un patrimonio personale di 33 miliardi di dollari e lo ha piazzato al settimo posto della classifica mondiale dei piú ricchi. Non è tuttavia escluso che il fondatore di Ikea abbia avuto un patrimonio più consistente. Un complesso sistema di holding e l’atmosfera di segretezza che circonda la società (non ha mai diffuso i dati sull’utile) ha sempre reso impossibile conoscere l’ammontare della sua ricchezza.

Nato in una famiglia contadina, il fondatore di Ikea è poco più che un ragazzino quando comincia a mostrare uno spiccato senso per gli affari: inizia con la vendita porta a porta di fiammiferi, e i primi soldi, a diciassette anni, li investe per dar vita ad una piccola azienda che produce penne, portafogli e cornici, orologi, gioielli, calze di nylon. In pratica, tutto ciò di cui la gente aveva bisogno e che Ingvar riusciva a procurare a un prezzo ridotto.

È il 1943 quando viene registrato il marchio Ikea. Cinque anni dopo i mobili entrano a far parte integrante del business. La filosofia che anima l’attività del giovane, quella del low cost, è presente fin dalle prime battute. Comincia con una sedia, una poltrona e un tavolino basso, che fa costruire in una falegnameria vicino a casa e mette in vendita a un prezzo del 30 per cento più basso del mercato.

Nonostante gli evidenti successi, Mister Ikea non si è mai lasciato andare al lusso e agli eccessi. “Il miliardario della porta accanto” lo ha ribattezzato la stampa straniera. In effetti, Kamprad ha sempre mantenuto uno stile di vita senza eccessi, complice un’avarizia che è diventata leggendaria.

Impeccabile nel comportamento, Kamprad ha sempre mantenuto alta la sua reputazione e quella della sua azienda nonostante lo scivolone della metà degli anni ’90, quando fu costretto ad ammettere, dopo rivelazioni giornalistiche, di aver militato fra le fila dei nazisti durante la Seconda guerra mondiale, e di aver mantenuto le sue simpatie di estrema destra per tutti gli anni Cinquanta. Una situazione da cui riuscì a uscire senza troppi danni, chiedendo pubblicamente scusa.