Acquisto bond Bce. Tutti i dubbi degli analisti: la mossa funzionerà?

8 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – La decisione della Bce di acquistare titoli di stato italiani e spagnoli di intervenire nel mercato dei bond, comprando titoli di debito italiani e spagnoli, è stata accolta positivamente dai mercati dei bond, che hanno assistito a un forte calo dei rendimenti dei decennali di entrami i paesi.

Tuttavia, la scelta – che dovrebbe essere stata adottata in larga misura per rassicurare ai mercati che le autorità sono disposte a fare di tutto pur di proteggere l’euro – si rivela già da ora controversa, e anche oggetto di critiche.

Prima di tutto, secondo quanto riporta il Wsj, non sembra essere ancora chiaro se la decisione sia stata presa all’unanimità, o se sia stata accompagnata da una certa incertezza e da tensioni interne, vista la forte opposizione, fino alla scorsa settimana, manifestata dalla Bundesbank tedesca e da altri due banchieri centrali del nord Europa: tale mossa infatti verrebbe vista come una decisione che va oltre le responsabilità dell’istituto centrale.

I timori sono sugli effetti che operazioni del genere, acquisti di titoli di stato italiani e greci, possano avere sul bilancio dell’istituto di Francoforte. E in effetti il Wall Street Journal intitola il suo articolo in modo più che indicativo: “Acquisti dei bond, un business rischioso”. Ora, guardando ai conti della Bce, dobbiamo ricordare che lo scorso anno, esattamente dal maggio del 2010, l’istituto ha acquistato titoli di stato irlandesi, portoghesi e greci per un valore di €80 miliardi di euro.

Una cifra che quasi scompare rispetto alle somme che secondo gli economisti di Bnp Paribas, la Bce dovrebbe acquistare per risolvere davvero il problema duplice Italia-Spagna. Secondo gli esperti infatti, per questi due paesi che emettono titoli di stato per un valore che si approssima a €600 miliardi ogni anno, “acquisti credibili da parte della Bce dovrebbero aggirarsi tra €230 e €400 miliardi”, precisa Paul Mortimer-Lee, economista di Bnp Paribas. Ora, in generale, gli esperti della banca francese accolgono con favore l’annuncio della Banca centrale europea, in quanto essa “dovrebbe risollevare il sentiment degli investitori”. Ma appunto, “visto che questi mercati, particolarmente quello italiano, hanno dimensioni molto più grandi rispetto a quelli della Grecia, dell’Irlanda e del Portogallo, potrebbe essere difficile per il sistema euro acquistare titoli di stato a un ammontare che possa davvero essere capace di arrestare il rialzo degli spread e degli yield”, precisa Julian Cailloux, altro economista di BNP Capital Europen, in una nota di ricerca pubblicata dal sito Cnbc.

Altri sono un po’ meno pessimisti. Jacques Cailloux, responsabile economista presso RBS a Londra, sostiene che “gli acquisti dei bond da parte della Bce metterà fine al collasso dei mercati dei bond nei paesi sotto stress e soprattutto permettere di prendere tempo”. L’intervento della Bce, continua Cailooux, “permetterà agli spread Italia/Germania e Spagna/Germania di restringersi in modo notevole, scendendo tra i 100 e i 150 punti base. In assenza di liquidità, gli investitori venderanno inizialmente fuitures sui bond tedeschi inizialmente, sebbene i rischi sulla recessione potrebbero limitare le vendite sui bund tedeschi decennali a un valore che corrisponde al rendimento del 2,75%” (il Bund tedesco è infatti acquistato in quanto considerato strumento di avversione al rischio”.

Il punto però è che la Bce sarebbe secondo il Wsj riluttante a spendere tanto contante: d’altronde, è dall’anno scorso che si sta esponendo a rischi notevoli acquistando i titoli Piigs. In ogni caso, il Wall Street Journal sottolinea che “Spagna e Italia sono scommesse molto più sicure rispetto ad altri paesi; di conseguenza il bilancio della Bce dovrebbe essere protetto anche detenendo titoli italiani e spagnoli”- Questo, mentre Wolfogang Schauble, ministro delle finanze, ricorda che la Germani, non potrà essere d’accordo a emettere “assegni in bianco” per salvare le pedine malate dell’Europa.