Acquisti sulle borse europee, su anche i futures Usa

26 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

Prosegue positiva la seduta per le borse europee, sostenute dal rimbalzo della piazza di Tokyo e dal leggero recupero di Wall Street nonostante i dati macro ancora deludenti di ieri.

L’indice FTSE IT All-Share e il FTSE Mib limano però i rialzi e al momento salgono dello 0,50% circa. Intanto, indicazioni confortanti arrivano anche dai mercati americani. A quattro ore circa dall’inizio della seduta a Wall Street, i futures sul Dow Jones salgono di 14 punti, quelli sul Nasdaq avanzano di 0,75 punti e quelli sullo S&P 500 crescono di 2,20 punti.

Tornando a Piazza Affari, il focus è sul settore bancario, con Unicredit in testa. La banca francese Credit Agricole sarebbe interessata a Pioneer, controllata del gruppo italiano. Oggi prende il via la stagione delle semestrali delle grandi banche, con in agenda quelle di Mps e Bca pop Milano.

Alle prese con i conti anche Socotherm e Tod’s. Occhio a Campari dopo i conti positivi della società inglese Diageo attiva nel comparto dei liquori.

Riflettori puntati anche su Eni dopo che l’Ad del cane a sei zampe, Paolo Scaroni, ha confermato di essere in trattative con il governo del Kazakistan per ridurre la quota nel giacimento di Karachaganak.

Sul completo sempre in vetta Investimenti e Sviluppo, che prosegue il rally iniziato lunedì, primo giorno dell’aumento di capitale. Prosegue la corsa di Marcolin, iniziata ieri dopo i conti in netto miglioramento.

Dal fronte valutario indietreggia l’euro a 1,27 usd dopo aver toccato un massimo intraday a 1,2736. Si allenta la tensione sullo yen, sulla possibilità di un prossimo intervento da parte dell’esecutivo per frenare la corsa della valuta giapponese, che penalizza le esportazioni. Il cross usd/yen si è allontanato dai minimi degli ultimi 15 mesi per fermarsi a 84,72.

I dati economici globali continuano a catalizzare l’attenzione di tutti: negli Stati Uniti, dopo il crollo delle vendite di case esistenti abbiamo assistito ieri a un deciso calo delle unità abitative di nuova costruzione, sui minimi dal 1963. In rialzo ma molto meno delle attese gli ordini di beni durevoli. A questo punto diventa di fondamentale importanza la prima revisione del PIL del secondo trimestre Usa in agenda venerdì.