Accuse manipolazione prezzi petrolio contro Goldman e Morgan Stanley

26 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Sono state parole molto dure e dirette quelle di Fadel Gheit, analista di Oppenheimer, durante un’intervista alla Tv di Bloomberg. Parole come “è uno scandalo”, “sono dei manipolatori” e “il governo deve intervenire”.

Gheit si riferisce alla nuova nota di Goldman che, dopo le precedenti scommesse ribassiste sulle commodities, improvvisamente è ritornata rialzista, stimando il prezzo del petrolio Brent sui $120.

“Sfortunatamente, senza ripetere i nomi dei brokers, tutti sanno su chi cadono i sospetti. Questi sono gli stessi che nel 2008 scommettevano sul greggio a $200”, ha detto.

L’accusa è di pura manipolazione. “Questo è un altro modo per manipolare il mercato dal mio punto di vista. È un modo per rigirare la situazione in proprio favore. Non è illegale e possono farlo. Ma il governo ha il dovere di intervenire in questi casi”.

“L’interpretazione sarà lasciata al mercato. Ma è una profezia che si sono costruiti. Possono inventarsi tutti i motivi del mondo sul perché il prezzo del petrolio debba tornare sui $130 – $150, ma la storia ci ha mostrato che questi due attori sono capaci di muovere il mercato. Non Exxon, BP o Shell, ma gli attori del settore finanziario. Vuoi questi due, o gli altri big. È una vergogna che le autorità consentano loro di passarla liscia”, ha aggiunto, citando in seguito anche Warren Buffet, a dimostrazione che pure i singoli attori ormai posso muovere il prezzo di mercato.

“Quello che fanno è molto semplice. È come gridare al fuoco al fuoco quando si è in una folla. Tutti scappano. Ci devono essere delle regole. Non puoi permettere che questi attori prendano la fetta più grossa del mercato, o tutto sarà guidato dalle speculazioni. Perché ancora è legale e finché genereranno degli utili non avranno incentivi a smettere”.