Accordo Ue, per ora mission impossible. Attesa stretta su derivati

7 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

E’ terminata con un buco nell’acqua l’ultima riunione dei ministri della UE per la riforma del patto di stabilità e crescita.

Il meeting della “task force” dei ministri europei con a capo il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, è durato circa cinque ore, ma non ha portato ad alcuna novità. Conciso il comunicato emesso al termine dell’incontro da cui si evince che “gli sherpa proseguiranno il loro lavoro”.

“La task force ha tenuto un dibattito approfondito sui temi dei bilanci nazionali, sulla sorveglianza macroeconomica e sulle sanzioni.” Al presidente Van Rompuy il compito di riferire, verbalmente, al vertice europeo del 16 settembre sui passi avanti fatti rispetto alla riunione di giugno. Quello di ieri è stato il quarto meeting della task force da quando è stato istituto lo scorso marzo.

A questo punto, visto l’esito a dir poco deludente del vertice, i fiduciosi sul ruolo dell’Ue si rimettono in attesa per la data di mercoledì 15 settembre: la prossima settimana, infatti, come emerge dal calendario del commissario Ue al mercato interno e ai servizi finanziari, Michele Barnier, Bruxelles dovrebbe illustrare il modo di avviare una stretta sui prodotti finanziari piu’ a rischio, dalle vendite allo scoperto ai derivati.

L’esecutivo europeo dovrebbe presentare di fatto nuove regole – e le fonti parlano già di una sorta di “passaporto” che potrebbe essere erogato agli operatori di hedge fund che godano dell’approvazione della Commissione.

L’obiettivo di tale iniziativa legislativa – si legge – e’ quello di ”prevenire pratiche finanziarie dannose” che comportano rischi per la stabilita’ del sistema finanziario europeo.

Ma ce la farà l’Europa – appena reduce dal mancato accordo sulla riforma del patto di stabilità e di crescita -a trovare un accordo in un modo o in un altro per tutelare se stessa e i suoi mercati dalla speculazione?

Negli ultimi giorni Barnier ha ribadito che il prossimo 15 settembre la Commissione europea proporrà alcune norme volte a regolamentare, per l’appunto, il mercato dei derivati – incluso quello dei cds – e le attività di short- selling.

E il ministro ritiene anche, stando a quanto ha riportato un articolo di Reuters, che nell’arco di poche settimane l’Unione europea potrebbe riuscire ad accordarsi su una legge che regoli l’attività degli operatori di hedge fund e di private equity. Il mercato torna ad aspettare.