Abi, il 2009 chiuso in peggioramento per qualità credito bancario

17 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Il 2009 si è chiuso con un netto peggioramento della qualità del credito bancario quale effetto della fase recessiva dell’economia. Lo si evince dal Rapporto mensile dell’Abi sui Mercati Finanziari e Creditizi diffuso in occasione del comitato esecutivo che si è svolto a Palazzo Altieri. Nel corso del 2009 la qualità degli attivi bancari ha manifestato un netto peggioramento, quale principale effetto della debolezza del quadro economico reale. Alla fine del 2009 le sofferenze lorde hanno superato i 59 miliardi di euro, quasi 19,5 miliardi in più rispetto a novembre 2008, quando avevano raggiunto il valore più contenuto degli ultimi anni. Il rapporto sofferenze lorde/ impieghi ha raggiunto il 3,3% (2,3% a novembre 2008). La variazione tendenziale a fine 2009 è risultata superiore al 40%, il valore (insieme a quello di novembre 2009) più elevato degli ultimi anni. Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia nel terzo trimestre del 2009 il rapporto tra il flusso di nuove sofferenze rettificate e i prestiti complessivi, annualizzato ed al netto dei fattori stagionali, ha raggiunto il 2,2 per cento su base annua, il valore più alto dal 1998. L’aumento del tasso di ingresso in sofferenza è stato particolarmente marcato per i prestiti alle imprese, passato dal 2,6% del secondo trimestre al 3,1% del terzo trimestre 2009, specie quelle del Mezzogiorno (l’indicatore in esame ha raggiunto il 4,3% contro il 2,8% per le imprese del Centro-Nord). Anche la qualità del credito concesso alle famiglie consumatrici ha continuato a deteriorarsi negli ultimi mesi: il tasso di ingresso in sofferenza ha raggiunto l’1,5%, dall’1,3% del secondo trimestre del 2009.