A LAS VEGAS GLI AFFARI LANGUONO, MEGLIO LA CINA

6 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Steve Wynn, una delle persone che ha contribuito maggiormente alla creazione della Las Vegas come la conosciamo oggi, ha annunciato una decisione che ha del clamoroso. L’imprenditore americano ha intenzione di spostare la sede del suo gruppo di casino’ (quotato a Wall Street col simbolo WYNN) nell’enclave cinese del gioco d’azzardo, Macau, ex colonia portoghese oggi territorio indipendente e sacca di puro capitalismo sotto l’occhio vigile dell’abile Pechino.

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Secondo voci sempre piu’ insistenti il gruppo Wynn spostera’ presto il proprio qaurtier generale da Las Vegas a Macau, in Cina. Wynn gia’ possiede 2 tra i piu’ lussuosi casino’ sulla nuova strip della vecchia citta’ coloniale, vicino a molte altre case da gioco, tutte americane, come Hard Rock, Sands, Venetian. L’idea e’ che proprio in quella regione dell’Asia ci sara’ il grande futuro boom del comparto, diversamente dalle prospettive che offre la capitale americana del tavolo verde e delle slot machine, dove lo sviluppo e’ fermo se non in regresso e il mercato e’ saturo e tuttora zavorrato dalla recessione. Dati pubblicati proprio oggi confermano la straordinaria crescita asiatica del settore, con il fatturato dei casino’ di Macao in crescita +70% nell’aprile 2010, rispetto a 12 mesi prima, secondo China Daily, ad un record $1.76 miliardi in totale.

Macau accogliera’ tra qualche anno orde di cinesi dall’entroterra della Cina al confine. Inoltre i cinesi, dicono le cronache, amano il gioco d’azzardo, il black jack, la roulette, le slot machine, che considerano puro passatempo a fini di divertimento, piu’ che un modo per arricchirsi con la complicita’ della fortuna, come fanno gli americani.

La decisione di Stve Wynn, l’uomo che ha lanciato vere e proprie icone del casino’ come il Mirage e il Bellagio, tra i principali autori della enorme espansione della Las Vegas Strip in Nevada, nel corso degli anni ’90, e’ percepita da molti come un simbolico durissimo colpo ad una citta’ che sta ancora facendo i conti con la coda degli effetti negativi della recessione e della crisi immobiliare scoppiata a fine 2008.