Impresa

Top manager reputation: Orcel guida la classifica di inizio anno

L’inizio dell’anno si apre con un clima di relativo torpore sul fronte della visibilità dei grandi manager italiani. A fotografare questa fase è l’Osservatorio permanente Top Manager Reputation, curato da Reputation Manager SPA SB, che registra nei primi mesi un calo complessivo della mediaticità pari al 65%. Un dato che riflette una fisiologica pausa post-festiva, ma che non intacca il peso strategico delle figure apicali alla guida dei principali gruppi industriali, finanziari e infrastrutturali del Paese.

Nonostante la minore esposizione mediatica, la classifica evidenzia come alcuni top manager continuino a imprimere un segno forte nel dibattito economico e industriale, spesso anticipando temi chiave per il futuro dell’Europa e del sistema produttivo italiano.

Orcel in testa, con lo sguardo rivolto all’Europa

A guidare la classifica è Andrea Orcel, amministratore delegato di UniCredit, con un punteggio di 90,76. Una leadership costruita anche in controtendenza rispetto al clima di bassa visibilità generale. Proprio a ridosso delle festività di fine anno, Orcel ha scelto le colonne della Börsen-Zeitung per lanciare un messaggio chiaro: senza la nascita di grandi gruppi bancari europei, il sistema finanziario del continente rischia di soccombere di fronte ai colossi statunitensi. Un intervento che rafforza il profilo internazionale del manager e lo posiziona come una delle voci più autorevoli nel dibattito sull’integrazione bancaria europea.

Media, energia e industria: il podio

Al secondo posto si colloca Pier Silvio Berlusconi (88,51), protagonista di un anno simbolico per Mediaset: i 34 anni del TG5 e, soprattutto, la svolta strategica di MFE con l’operazione ProSiebenSat, che segna un ulteriore passo verso la costruzione di un grande polo media europeo.

Sul terzo gradino del podio sale di due posizioni Claudio Descalzi (86,09), amministratore delegato di Eni, sempre più investito di un ruolo che va oltre la dimensione industriale. Negli anni, Descalzi ha assunto una funzione anche diplomatica e strategica, come dimostra l’annuncio alla Casa Bianca della disponibilità di Eni a investire in Venezuela, in un contesto geopolitico complesso e in continua evoluzione.

Le grandi banche e le utilities restano centrali

Al quarto posto si conferma Carlo Messina (85,77), alla guida di Intesa Sanpaolo, recentemente riconosciuta tra i Top Employer in Europa. La banca ha rafforzato la propria governance con nuove nomine ai vertici delle funzioni di risk e compliance, a conferma dell’attenzione crescente alla solidità organizzativa e alla gestione dei rischi.

Quinta posizione per Renato Mazzoncini (83,40), AD di A2A, seguito al sesto posto da Matteo Del Fante (80,02), mentre continuano a circolare le voci su una possibile riconferma alla guida di Poste Italiane.

Industria, infrastrutture e moda in movimento

Al settimo posto si trova Alessandro Benetton (77,87), seguito da Stefano Antonio Donnarumma (76,72), figura chiave nel mondo delle infrastrutture. Sale di una posizione Flavio Cattaneo (76,19), mentre cresce l’attesa per il Capital Markets Day di Enel, evento che potrebbe ridefinire le prospettive strategiche del gruppo.

 

Chiude la top ten Urbano Cairo (75,77), imprenditore e editore, da anni protagonista trasversale tra media, sport e industria culturale.

Le posizioni dalla 11 alla 20: stabilità e nuove spinte

All’undicesimo posto resta stabile Giuseppina Di Foggia (74,67), AD di Terna, seguita da Pierroberto Folgiero (73,78), che guadagna una posizione grazie al ruolo di Fincantieri nella partita strategica delle rotte artiche. Balzo di tre posizioni per Pietro Labriola (71,67), AD di Tim, che vive una fase di forte attenzione dei mercati con una capitalizzazione vicina ai 12 miliardi di euro.

Sale anche Cristina Scocchia (71,11), AD di Illycaffè, che chiude il 2025 con un +10% di fatturato nonostante l’aumento del 50% dei costi della materia prima. Quindicesimo Luca de Meo (69,79), seguito da Gian Maria Mossa (69,08), AD di Banca Generali, premiato da risultati superiori alle attese. Diciassettesimo Luca Dal Fabbro (68,35), diciottesima Miuccia Prada (68,17), che guadagna quattro posizioni grazie alle nuove collezioni. Chiudono la top 20 Marina Berlusconi (67,06) e Fabrizio Palermo (65,72).

I manager in maggiore crescita nella Top 200

Guardando alla Top 200, spiccano alcune scalate significative: Renzo Rosso sale al 24° posto (+4), Massimiliano Di Silvestre al 26° (+8), Sabrina De Filippis al 35° (+4), Ermenegildo Zegna al 57° (+7). Balzi rilevanti anche per Vinicio Mosè Vigilante (100°, +34) e Aldo Bisio (121°, +26).

Nel complesso, l’Osservatorio restituisce l’immagine di una leadership italiana meno esposta mediaticamente, ma tutt’altro che immobile: sotto la superficie del torpore di inizio anno, i grandi manager continuano a muovere leve strategiche decisive per il futuro dell’economia e dell’industria nazionale.