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Trimestrali Usa entrano nel vivo, banche in corsa grazie al wealth management

Con la pubblicazione, ieri, dei conti di Jp Morgan entra nel vivo la stagione delle trimestrali Usa, quella riferita a quarto trimestre fiscale. Una stagione che, prende il via sotto il segno di un rafforzamento generalizzato della crescita degli utili, in un contesto macroeconomico che continua a sorprendere per tenuta e capacità di assorbire una politica monetaria ancora restrittiva.

Secondo le stime raccolte da Lseg, gli utili delle società dell’S&P 500 dovrebbero crescere dell’8,8% su base annua, in accelerazione rispetto ai trimestri precedenti. Un dato che, se confermato, segnerebbe uno dei migliori risultati dell’anno e rafforzerebbe l’ipotesi di un soft landing dell’economia americana.
Il segnale più rilevante non è però solo il dato aggregato, quanto la maggiore diffusione della crescita dei profitti. Dopo una lunga fase in cui il contributo era concentrato su pochi grandi nomi tecnologici, il quarto trimestre dovrebbe, secondo le stime, mostrare un miglioramento più equilibrato tra i diversi comparti.

Tecnologia ancora leader, ma il gap si riduce

I fari ancora una volta sono puntati sul settore tecnologico, che resta il principale motore della crescita degli utili, sostenuto dalla domanda legata all’intelligenza artificiale, agli investimenti in semiconduttori e al software ad alta marginalità. Tuttavia, secondo alcuni analisti il divario tra le “Magnificent Seven” e il resto del mercato è destinato a restringersi.

“La solidità della crescita economica statunitense e l’avvio dei tagli dei tassi da parte della Federal Reserve hanno sostenuto margini e utili aziendali, rafforzando il mercato azionario”, osservano gli strategist del BlackRock Investment Institute, che mantengono un posizionamento di sovrappeso sull’azionario Usa.

Un punto condiviso anche da Ryan Detrick, chief market strategist di Carson Group:

“Negli ultimi anni la tecnologia ha concentrato gran parte della crescita degli utili, ma ora i titoli value e ciclici – industriali, finanziari e altri settori sensibili al ciclo – potrebbero mostrare un miglioramento coerente con l’andamento dell’economia”.

Più settori in crescita: 9 su 11 in territorio positivo

Le stime settoriali rafforzano questa lettura. Secondo Deutsche Bank, nel quarto trimestre, nove degli undici settori dell’S&P 500 dovrebbero registrare una crescita degli utili, rispetto ai 6 del terzo trimestre e ai soli 2 del secondo. Un allargamento che segnala come la dinamica dei profitti non sia più limitata ai comparti ad alta crescita.

Restano invece sotto pressione i settori più esposti ai consumi discrezionali. Gli analisti di Deutsche Bank e Citi segnalano come i consumatori più sensibili ai prezzi stiano riducendo la spesa non essenziale, penalizzando in particolare retail e beni durevoli.

Le banche aprono la stagione: JPMorgan sopra le attese

Insieme a quello hi-tech, il comparto finanziario resta tra i più osservati di questa tornata di conti. JPMorgan Chase ha già dato il via alla stagione superando le attese sugli utili del quarto trimestre, mentre oggi tocca a Bank of America, Wells Fargo e Citigroup. Giovedì 15 sarà la volta di Morgan Stanley e Goldman Sachs.

Come sottolinea una nota di Morningstar, per le grandi banche americane la stagione delle trimestrali è soprattutto il momento in cui vengono ribaditi o aggiornati gli obiettivi di redditività, in particolare il Return on Tangible Common Equity (Rotce), indicatore chiave per gli investitori istituzionali.

Secondo Morningstar, il settore bancario entra nel 2026 con capitale in eccesso rispetto ai requisiti regolamentari, grazie agli stress test della Federal Reserve e a una vigilanza percepita come meno stringente. Questo consente agli istituti di aumentare dividendi e buyback, migliorando il ritorno per gli azionisti.

Morningstar evidenzia come i grandi gruppi bancari statunitensi continuino a trattare a multipli inferiori rispetto all’S&P 500, sia in termini di prezzo su valore contabile tangibile sia di P/E prospettico. Una caratteristica strutturale del settore, ma anche un potenziale punto di forza se il ciclo economico resterà favorevole.

In particolare, Citigroup viene indicata come uno dei casi più interessanti: la banca, impegnata da anni in una profonda ristrutturazione, potrebbe beneficiare di un miglioramento della redditività operativa già nel corso del 2026.

Tra i principali catalizzatori per il settore, Morningstar segnala: la ripresa dell’attività di investment banking, favorita da mercati più stabili e da un contesto regolatorio più prevedibile; la crescita delle commissioni nel wealth management, soprattutto per gli istituti con una forte presenza nella gestione patrimoniale; l’uso del capitale in eccesso per buyback e dividendi, elemento chiave per sostenere utili per azione e valutazioni.