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BPM: semaforo verde a Crédit Agricole per superare il 20%

Semaforo verde dalla Banca centrale europea ai francesi di Crédit Agricole, che possono così superare il tetto del 20% del capitale di Banco Bpm. Nel terzo trimestre 2025 il gruppo francese aveva già rafforzato la posizione con strumenti derivati collegati alle azioni della banca italiana, aggiungendo uno 0,3% che verrà regolato fisicamente. A valle di questa operazione, la partecipazione salirà al 20,1%. La mossa di Francoforte consolida il ruolo del partner francese e rende più credibile un percorso di ulteriore rafforzamento, pur entro i paletti regolamentari.

Cambia il profilo dei risultati

La banca ha ribadito di non avere intenzione di acquisire o esercitare il controllo su Banco BPM e di voler mantenere la partecipazione al di sotto della soglia che farebbe scattare l’obbligo di Opa. La quota viene pertanto contabilizzata secondo il metodo del patrimonio netto a partire dal quarto trimestre 2025, in linea con il ruolo di Crédit Agricole come azionista di lungo periodo e partner industriale della banca italiana.

Con il passaggio al metodo del patrimonio netto, il conto economico di Crédit Agricole non risentirà più della volatilità legata all’andamento del titolo Banco BPM. L’impatto contabile della prima applicazione è stimato in circa –600 milioni di euro sulla voce “quota di risultato delle partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto” del quarto trimestre 2025. Su base annua, tuttavia, l’effetto complessivo della partecipazione — considerando rivalutazioni a fair value e dividendi incassati — è positivo per circa 200 milioni di euro.

Sul fronte patrimoniale, la prima contabilizzazione determina un beneficio di circa 5 punti base sul coefficiente CET1 di Crédit Agricole.

La governance

Nella stanza dei bottoni di Piazza Meda, Agricole peserà come azionista di riferimento ma di minoranza. Secondo fonti finanziarie, citate dall’Ansa, la Bce avrebbe raccomandato una rappresentanza nel cda proporzionata allo status, verosimilmente 4 o 5 consiglieri su 15. L’obiettivo è evitare ingessature decisionali: in caso di potenziali conflitti di interesse, i consiglieri espressione del socio francese dovrebbero astenersi, come prevede il Testo Unico Bancario.

Il tema delle soglie

Lo schema industriale resta graduale. Come si legge in un articolo del Sole 24 Ore, in una prima fase Crédit Agricole dovrebbe rimanere sotto il 25%, oggi soglia di Opa. In un secondo tempo, con la prevista modifica del Tuf che porterebbe la soglia al 30%, il gruppo potrà aumentare la quota fino al limite massimo autorizzato dalla Bce, senza scivolare nell’obbligo di offerta.

Resta aperta la partita assembleare. Come osservano Intermonte ed Equita, non è ancora chiaro se Agricole presenterà una lista di minoranza oppure confluirà in quella del cda uscente, puntando ad almeno quattro consiglieri e, secondo indiscrezioni, anche alla presidenza.