2014: l’anno in cui l’Internet delle cose rimpiazzerà il Web

16 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Un mondo di botto invisibili. Computer tascabili ci manteranno connessi tutto il tempo, quando vogliamo. I nuovi dispositivi portatili segnaranno la fine delle interfacce. Geolocalizzazioni interattive con dettagli dalla realtà aumentata. Queste sono alcune delle novità del nuovo mondo in cui “l’Internet delle cose” sostituirà il Web.

Le apparecchiature elettroniche cercheranno e riusciranno sempre di più nell’impresa di rispondere alle nostre sensazioni, volontà e desideri. Accontentandoli.

La prossima tappa del “Web delle cose” sarà la fusione tra realtà e mondo digitale. L’obiettivo è raggiungere buoni risultati in fatto di combinazione di immensi flussi di dati incamerati dalla realtà in base alla località e agli altri dettagli forniti dai membri dei social network.

Si chiama fusione sensoriale” ed è alla radice di tutti i progetti di assimilazione e archiviazione di dati.

Gli oggetti che indossiamo (monitor del nostro stato di salute, orologi o occhiali “intelligenti”) e anche quelli presenti in ufficio e a casa (termostato, luci, sistemi di sicurezza ed elettrodomestici intelligenti) possono essere programmati per interagire in modi impensabili prima che Internet esistesse.

Queste azioni proattive fanno parte di quello che alcuni chiamano “anticipatory computing”, ovvero l’informatica dell’anticipazione.

Google Now fa di tutto per noi, dall’inviarci oggetti “iperlocali” in base a dove ci troviamo, fornendoci informazioni di ogni tipo sugli spettacoli alla tv, sulle apertura di farmacie e ristoranti e persino sulla presenza nell’area di persone appartenenti alla nostra cerchia di amici.

Sapendo della nostra presenza e dei nostri gesti e abitudini possono comportarsi di conseguenza, come una casa che si “accende” venendo a sapere che siamo svegli dal polsino che misura il nostro battito cardiaco.

Una volta che i nostri oggetti possono ricevere segnali e reagire di conseguenza, dirette da computer intelligenti, di fatto il mondo diventa una “creatura vivente”.

“Il mondo fisico e quello digitale si stanno fondendo e se il processo avverrà concretamente si verrà a creare una rappresentazione virtuale di tutti i nostri dispositivi online”, ha detto alla testata Quartz, sezione tecnologica dell’Atlantic, Jeff Hagins, chief technology officer di Smartthings.

“Il mondo fisico diventerà così programmabile. Quando cambiamo la rappresentazione digitale il mondo fisico cambierà di conseguenza”.

Se l’obiettivo è fondere mente e corpo con Internet, allora si può considerare una buona notizia e ci renderà la vita più semplice. Ma viene da farsi della domande etiche quando si pensa che per sparire dalla Terra, almeno a livello di percezione, basterà semplicemente spegnere il proprio dispositivo cellulare.