2009 anno horribilis per i consumi (2)

24 Febbraio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – E’ il momento d’intervenire anche per Foccillo della Uil. Il calo record registrato negli scambi commerciali internazionali nel corso del 2009, come afferma oggi il Direttore Generale del WTO Lamy, è un’ulteriore conferma di quanto sia stata e sia tuttora grave la crisi economica che stiamo affrontando specialmente per quei paesi che, come il nostro, vivono di esportazioni. Il commercio vive una fase delicata anche sul mercato interno come confermano i dati odierni dell’Istat relativi alle vendite al dettaglio che hanno registrato minime percentuali positive lo scorso dicembre. Per questo è il momento d’intervenire con politiche strutturali del mercato del lavoro non più rinviabili, investendo parte di quanto rientrato grazie allo scudo fiscale, prima che sempre possibili ulteriori peggioramenti della situazione in atto, specialmente nel settore della grande industria, abbiano la meglio nei confronti dell’intero tessuto produttivo e sociale del paese. Per Confesercenti, invece, a farne le spese sono le piccole e medie imprese. Il mese di dicembre ha rappresentato un prezzo amaro per i piccoli negozi in uno scenario che segnala il perdurare allarmante delle grandi difficoltà delle famiglie italiane che riducono la spesa passando dagli alimentari fino alla “cultura”. Neppure Natale è servito a correggere il trend negativo delle vendite del commercio al minuto registrato durante tutto il 2009. Ecco perché appare urgente una svolta con interventi fiscali tempestivi, a cominciare dagli studi di settore se non si vuole seminare anche il 2010 di imprese che chiudono ed imprenditori, collaboratori familiari e dipendenti in mezzo alla strada. Quello del 2009 è il peggior risultato dal 2001, segno che la situazione si è molto deteriorata: ma soprattutto è il secondo anno consecutivo con il segno meno dopo un 2008 finito con un calo dello 0,3%. Particolarmente delicata è la situazione del comparto alimentare che registra -1,5% a valori correnti e, al netto dell’inflazione, quasi tre punti e mezzo in meno. D’altra parte è da novembre 2008 che le vendite alimentari segnano valori negativi. Il conto più salato lo pagano innegabilmente le imprese operanti su piccole superfici che complessivamente registrano -2,7% nel fatturato (-1,5% nel 2008) e -3,5% considerando le quantità. Il nuovo anno non si è aperto sotto buoni auspici. Semmai si accrescono forti le preoccupazioni, in una situazione economica in cui purtroppo è inevitabile prevedere che le famiglie saranno ancora penalizzate sul fronte dell’occupazione e dei redditi e molte imprese supereranno il limite di sopravvivenza, come testimonia l’ancora elevato numero di imprese mancanti all’appello nel 2009, con un saldo negativo di quasi 17.000 unità. (segue)