Zimbabwe: colpo di Stato, esercito entra nella capitale

15 novembre 2017, di Alessandra Caparello

Colpo di Stato in Zimbabwe contro il presidente 93enne Robert Mugabe. I militari, secondo quanto scrive l’agenzia Returs, sono entrati nella capitale Harare, bloccando strade che portano agli uffici del governo ma l’obiettivo, come ha  dichiarato in tv il generale SB Moyo, capo di Stato maggiore per la logistica, sono  i criminali intorno al presidente.

“Abbiamo come obiettivo solo i criminali che ruotano attorno a lui (Mugabe), che commettono crimini e che stanno causando sofferenze economiche e sociali nel Paese, per portarli di fronte alla giustizia. Appena avremo compiuto la nostra missione, ci aspettiamo che la situazione ritorni alla normalità. Vogliamo rassicurare la nazione  che sua eccellenza il presidente della Repubblica dello Zimbabwe e comandante in capo e la sua famiglia sono sani e salvi”.

Dopo una settimana di tensioni un alleato di lungo corso di Mugabe, il vicepresidente Emmerson Mnangagwe, detto il coccodrillo, candidato ideale alla successione è stato estromesso dal governo e questo per spianare la strada della presidenza alla moglie di  Mugabe, Grace. L’estromissione di Mnangagwe è stata giustificata considerando i tranelli che avrebbe ordito contro il capo della Stato, anche con l’ausilio di stregoni. L’esercito ha annunciato di avere in custodia il presidente Robert Mugabe e la moglie Grace e ha arrestato il ministro delle Finanze Ignatius Chombo.

“Il Movimento per il cambiamento democratico, il partito di opposizione in Zimbabwe, al centro di una crisi che dura da anni, ha chiesto un ritorno pacifico alla democrazia costituzionale, augurandosi che l’intervento militare possa portare ad affermare uno stabile, democratico e progressista Stato nazionale”.

Il vicepresidente Mnangagwa ha elogiato l’intervento dei militari da Twitter.

“Salutiamo e applaudiamo il coraggio della nostra Zdf che, in maniera decisiva ha respinto concessioni dell’ultimo da parte di un dirigente il cui unico obbiettivo era di creare una dinastia familiare. Una fase di transizione guidata dall’esercito spianerà ora la strada a un’elezione libera, corretta e democratica”.

Per ora però né Mugabe né la moglie Grace sono stati visti o sentiti.

 

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