Wto: Ingresso della Russia a luglio 2007

29 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

La Russia potrebbe entrare nell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) alla fine di luglio 2007, annuncia il capo dei negoziatori, Maxim Medvedkov, a Interfax. Che ritiene questa prospettiva “altamente probabile”. “Secondo uno scenario ottimista, i negoziati multilaterali potrebbero finire la prossima estate, prima del 31 luglio, per essere precisi, perché il Wto sospende le attività ad agosto. Prima di tutto bisognerà ottenere l’autorizzazione del gruppo di lavoro, e successivamente il gruppo dei Paesi membri dovrà dare il via libera.
Si passerà per l’approvazione al Consiglio generale del Wto”, che solitamente, come spiega Medvedkov, si riunisce diverse volte durante l’anno e una di queste riunioni frequentemente “capita a luglio”. “Ma la Russia non è l’unico negoziatore – precisa – sono in gioco molti altri Paesi. L’esperienza ci ha insegnato che alcuni Paesi hanno altri punti di vista sulle tempistiche di accesso e sul contenuto dei negoziati. Ma noi cercheremo di fare, per la nostra parte, tutti i ‘compiti per casa’”. Dopo che il Consiglio generale del Wto avrà dato la luce verde per l’adesione il Parlamento russo dovrà ratificarla e “dopo trenta giorni, la Russia diventerà legalmente membro del Wto”. Questo scenario, secondo Medvedkov, farà sì che la membership diventi effettiva da gennaio 2008. I colloqui riprenderanno da febbraio e secondo il capo dei negoziati russo ci sono da 10 a 15 punti su cui trovare un accordo.
Nel frattempo, giunge disco verde anche dalla Moldavia per l’ingresso della Russia nel Wto. Ad annunciare la firma dell’accordo bilaterale, dopo sei anni di negoziati, come riporta l’agenzia Itar-Tass, sono stati il ministro russo per lo Sviluppo economico, German Gref, e il suo collega moldavo, Igor Dodon. L’intesa segue quella di novembre con gli Usa.
Mosca conta di includere i negoziati bilaterali nella prima metà del 2007 e di entrare nel Wto entro la fine del prossimo anno. All’appello mancano ancora Guatemala, Costa Rica, Salvador e Georgia, Paese quest’ultimo che rappresenta l’unico vero scoglio data la crisi in corso tra Mosca e Tbilisi.

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