Iscriviti a WSI Talks: private banking, trasparenza e costi sotto controllo con gli ETF

9 maggio 2018, di Redazione Wall Street Italia

Nel mondo della distribuzione dei prodotti finanziari siamo di fronte a un periodo di grandi cambiamenti come non succedeva da oltre 15 anni, quando vennero introdotte le cosiddette architetture aperte basate su un’offerta di prodotti messi a disposizione da più società di gestione.

Uno dei trend più in auge nei prossimi anni sarà quello legato alla trasparenza sui costi degli investimenti, condizione indispensabile per ingaggiare il cliente soprattutto alla luce della nuova direttiva MIFID 2. Lo sviluppo dei prodotti e le strategie del settore consulenziale saranno dunque influenzati dai cambiamenti in atto nella normativa comunitaria.

L’atteso aumento della trasparenza nella struttura dei costi dei servizi e dei prodotti finanziari porterà inevitabilmente ad una maggiore attenzione ai costi e alla ricerca di soluzioni alternative da parte dei clienti finali.

Alla ricerca dei prodotti più economici

La storia dimostra che quando si rende trasparente la remunerazione dell’intermediario, il cliente riesce a prezzare le diverse componenti del servizio in modo più chiaro e l’intermediario seleziona i prodotti con criteri più oggettivi. È un percorso in salita ma negli ultimi anni, e soprattutto mesi, si è potuto constatare un’apertura verso questo tipo di strumenti, grazie anche a un evidente interesse per l’innovazione di prodotto.

Con una maggiore trasparenza sui costi, il rischio è che il cliente possa rifiutarsi di pagare non trovando il servizio adeguato e gli operatori potrebbero perdere quote di mercato rispetto ai competitor. Alcune reti di private banking si stanno già organizzando in questo senso, cercando di qualificare il più possibile il servizio attuale per giustificare i costi e si preparano a erogare consulenza fee only remunerata a parcella. La prospettiva è quella di una crescita della competizione anche sul fronte della qualità, considerato che il cliente potrà rendersi conto in maniera chiara del prezzo del prodotto e del servizio offerto.

In questo contesto le banche dovranno ripensare la propria offerta e accrescere la componente di prodotti a più basso costo come gli ETF, soprattutto per quelle asset class in cui è più difficile catturare Alpha, come ad esempio nei mercati azionari più maturi dove l’apporto del gestore è limitato. Questo trend dovrebbe coinvolgere sia soluzioni di investimento come gestioni patrimoniali o polizze assicurative ma anche i servizi di consulenza a parcella in crescente aumento rispetto al tradizionale collocamento a seguito dell’evoluzione del quadro regolamentare.

Il mondo del private banking

Nel mondo del private banking la strada è segnata grazie al crescente utilizzo degli ETF all’interno delle gestioni patrimoniali e nei servizi di advisory con portafogli modello e in generale con prodotti di asset allocation. Con l’arrivo di MIFID 2 è cresciuto l’utilizzo di ETF nel private banking (dove ci sono modelli di consulenza a parcella e ibridi) in cui l’uso di questi strumenti può dirsi più neutrale rispetto a quello basato esclusivamente sul collocamento di prodotti finanziari remunerato tramite retrocessioni delle commissioni di gestione.

Un occhio anche alla product governance

A incidere sui costi dei servizi offerti dai private banker e quindi sulla sua remunerazione contribuirà anche il processo di product governance. Nel definire l’offerta commerciale, l’intermediario si dovrà curare del target di mercato cui è indirizzata e, quindi, si dovrà adeguare la tipologia e le caratteristiche del prodotto al target di clientela cui è riferito.

Gli intermediari dovranno rivedere periodicamente queste procedure per assicurarsi che i prodotti offerti siano compatibili con i bisogni, le caratteristiche e gli obiettivi di un identificato target di clientela e che la strategia di distribuzione sia coerente con il suo target. I prodotti più complessi sono pertanto destinati a uscire dal mercato con una inevitabile riduzione dei margini per gli intermediari e i consulenti.

In tempi più rapidi del previsto potrebbe essere quindi il cliente a chiedere perché non vengono usati gli ETF nel costruire i portafogli per i suoi investimenti.

Per approfondire queste tematiche partecipa all’evento WSI Talks “Trasparenza e investimenti: un legame sempre più virtuoso” che si terrà a Milano il 23 maggio. ISCRIVITI SUBITO ALLA CONFERENZA

 

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