World Economic Forum: la blockchain salverà i mercati emergenti

14 settembre 2018, di Redazione Wall Street Italia

Secondo le stime di Asian Development Bank, attualmente nel settore del commercio internazionale vengono contate perdite per 1,5 mila miliardi di dollari, pari a circa il 10% del volume globale degli scambi di merci, a causa di barriere come l’accesso limitato ai prestiti per piccole e medie imprese.

E, se lasciato irrisolto, il deficit di finanziamento commerciale supererà i 2,4 mila miliardi di dollari entro il 2025. Questo gap, dicono i ricercatori del World Economic Forum e di Bain & Company, potrà essere colmato attraverso l’ampia diffusione della tecnologia del registro distribuito.

Il report afferma infatti che l’introduzione della blockchain ridurrà i rischi di credito, abbasserà i costi di commissione ed eliminerà le barriere commerciali esistenti. I principali beneficiari di questa innovazione saranno i mercati emergenti, che hanno un grande potenziale, ma sono ancora in crescita limitata a causa di questa mancanza di accesso al credito.

“La tecnologia del registro distribuito garantisce transazioni con la massima trasparenza, per cui la fiducia nei rappresentanti delle piccole e medie imprese nei paesi emergenti sarà maggiore”, commenta Anatoliy Knyazev di Exante.

Lo studio del World Economic Forum mantiene quindi i mercati emergenti al centro della discussione sulle prospettive della blockchain e, per estensione, delle criptovalute.

Verso la fine di agosto Tom Lee, fondatore della società di analisi Fundstrat e famoso per il suo outlook rialzista sul bitcoin, aveva suggerito una correlazione tra il prezzo della prima criptovaluta e l’andamento dell’indice MSCI Emerging Markets, che segue le grandi e medie imprese nei mercati in via di sviluppo.

Qualora questo legame venisse mantenuto, dice Lee, un rally sostenuto potrebbe condurre il Bitcoin (BTC) tra 22.000 $ e 25.000 $ entro la fine del 2018.

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