Whistleblower: cercasi “protezione” normativa

13 ottobre 2017, di Giovanni Falcone

Whistleblower: cercasi “protezione” normativa

Nel mentre si è in attesa di una legge nazionale sulla tutela dei “soffiatori nei fischietti” – fedele traduzione del termine di provenienza anglosassone – tanto il Presidente del Senato Pietro Grasso che quello dell’Autorità Nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone spingono per una decisa accelerazione di fine legislatura.

Il disegno di legge, da tempo riposa in qualche sperduto archivio della Camera e lo si vorrebbe resuscitare con una certa urgenza, considerato il dilagare per ogni dove del fenomeno della corruzione.

Negli anni più recenti,  a parte il varo della legge Severino sulla corruzione, da molti giudicata insufficiente, quasi un palliativo visto quello che si vede in giro con arresti quotidiani e la nomina da parte dell’ultimo governo di Matteo Renzi di Raffaele Cantone come presidente dell’Autorità anticorruzione, si è fatto poco.

La legge anticorruzione già approvata da qualche anno, un’altra goccia nell’oceano del malaffare se ancora manca il c.d. “agente provocatore” invocato da più parti come già avviene in mezzo mondo.

Nel frattempo, si cerca anche un sinonimo nella lingua nostrana di questa parola impronunciabile: Whistleblower.

Con quale parola, andremo ad inquadrare questo “fischietto nostrano” nel nostro lessico quotidiano?

Sarà il caso di indire un concorso fra i giovani, potrebbe essere anche questo un modo per coinvolgere le future generazioni in un processo virtuoso di collaborazione con le Istituzioni nel tentativo di isolare il malaffare del terzo millennio.

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