WALLY CHIUSA, MA GLI SPREAD SUI BOND TOCCANO I MASSIMI OVUNQUE

22 novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come
definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale
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(WSI) –
Tassi di Interesse: In area Euro la crisi del mercato creditizio continua a comportare forti flussi in acquisto sul mercato obbligazionario. Il rendimento del titolo a due anni ha registrato i minimi da dicembre 2006, mentre il dieci anni è sceso sotto il 4% durante la sessione per chiudere a 4,01%. Lo spread si è così portato in prossimità dei 37 pb. Continuano le tensioni sul monetario con il tasso Euribor 3m in rialzo a 4,65%. L’indice Itraxx Crossover ha registrato un nuovo massimo portandosi a 400 pb, allo stesso modo l’indice Embi+ spread è salito a 259 pb, massimo da fine 2005. Oggi a causa della chiusura dei mercati statunitensi si potrebbe assistere ad un lieve recupero dei rendimenti.

Negli Usa forte calo dei tassi di mercato che ha interessato soprattutto il segmento biennale che è arrivato a scendere sotto il 3%, portando lo spread 2-10 anni in prossimità dei 100pb. Si tratta di un andamento conseguente al timore degli operatori di allungamento dei tempi di rientro della crisi del credito con conseguente impatto più marcato sulla crescita come già segnalato ieri dalla Fed nelle previsioni per il 2008. I forti segnali di crisi evidenziati dalle due agenzie sui mutui in sede di pubblicazione delle trimestrali che potrebbero comportare a breve una cospicua ricapitalizzazione (si ipotizza fino a 6Mld$) da parte di Freddie Mac, rendono più complessa l’attuazione della soluzione proposta dallo stesso Bernanke di riacquisto dei mutui di notevole importo da parte di tali agenzie previa garanzia dello Stato.

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Rimane pertanto ancora aperto il problema del rifinanziamento delle posizioni in titoli collegati ai mutui con conseguenti ripercussioni sui mercati monetari dove i tassi a breve continuano ad essere sotto tensione. Non a caso il tasso a 3 mesi Libor è tornato al 5,015%, ossia al di sopra anche del tasso di sconto attualmente fissato al 5%. In questo contesto il timore aggiuntivo degli operatori è che le condizioni di difficoltà del sistema finanziario si traducono in un’ulteriore riduzione degli ammontari ed irrigidimento delle condizioni di erogazione del credito, comportando pertanto un potenziale forte impatto sulla domanda aggregata. Sul fronte macro la fiducia dei consumatori di novembre misurata dall’università del Michigan si è posizionata ai minimi degli ultimi due anni. Oggi i mercati saranno chiusi in vista del ponte lungo del Thankgiving.

Valute: ancora nuovi record dell’Euro verso Dollaro a quota 1,4875. I timori di caduta in recessione dell’economia Usa non favoriscono il biglietto verde. Pertanto rimane confermata l’ipotesi del raggiungimento del livello di 1,50 nei prossimi giorni. La resistenza di breve si colloca in prossimità dei massimi già segnati a quota 1,4875. Yen ancora in marcato apprezzamento grazie ai forti cali dei listini azionari Usa ed europei. La valuta nipponica si è poi leggermente deprezzata durante la notte in seguito al recupero del Nikkei. Verso Dollaro è stato raggiunto il massimo da oltre 2 anni. L’area di supporto si colloca intorno 108, mentre la resistenza più vicina a 109,20 circa. Verso Euro invece il cross si mantiene nel range tra 160 e 163,50.

Materie Prime: ennesima giornata negativa per il comparto. Il greggio Wti dopo aver segnato un nuovo record a 99,29$/b, si è indebolito nonostante il Dipartimento dell’Energia Usa abbia segnalato un calo settimanale delle scorte di poco superiore al milione di barili. A pesare sulle quotazioni il contestuale aumento da 1Mln barili circa delle scorte a Cushing, località dove il greggio viene fisicamente conservato. Deboli i metalli industriali guidati dallo zinco (-5,9%) sul quale continuano a pesare le voci di possibile eliminazione del rimborso fiscale sulle esportazioni cinesi a partire dal 2008. Pertanto gli esportatori starebbero anticipando la liquidazione delle scorte entro fine anno per beneficiare ancora del sussidio. Negativi anche il piombo (-5,1%) ed il rame (-4,1%). Contrastati i metalli preziosi con il rialzo dell’oro (+0,9%) ed il calo dell’argento (-0,5%). Tra gli agricoli in evidenza il grano (+3,8%) favorito da acquisti tecnici dopo il forte calo in atto da fine settembre.

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