Wall Street: vendite non si arrestano. Fed rassicura mercati

24 settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Ancora una giornata, la terza di fila, all’insegna delle vendite per la Borsa Usa. Nel finale, il Dow perde lo 0,48% a 16.201 punti, il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,39% a 4.737 punti mentre lo S&P 500 scivola dello 0,35% a 1.932 punti.

A mercati chiusi, intanto, Janet Yellen, intervenendo in una conferenza universitaria, ha confermato che la Federal Reserve è pronta a rialzare i tassi d’interesse entro il 2015. La decisione sarà conseguenza del miglioramento dello stato dell’economia Usa, che porterà “probabilmente a un primo aumento del tasso sui Fed Funds più tardi quest’anno”. Secondo la numero uno della Fed,il rallentamento della crescita globale non avrà “un significativo impatto sulla direzione della politica monetaria”.

Dal fronte macroeconomico intanto gli ordini di beni durevoli ad agosto sono scesi ma meno delle stime, trascinati al ribasso dalla componente dei trasporti. Senza di essa, il dato sarebbe stato invariato. Le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono salite ma meno del previsto. Inoltre il dato complessivo e’ rimasto sotto la soglia delle 300.000 unita’ per la 29esima settimana consecutiva, segno del buon andamento del mercato del lavoro.

Sullo sfondo resta sotto osservazione il possibile rallentamento dell’economia cinese, mentre gli investitori sperano oggi di ricevere qualche indicazione da Janet Yellen. A mercati chiusi, il governatore della Federal Reserve tornera’ in pubblico per la prima volta da quando giovedi’ scorso ha tenuto una conferenza stampa alla fine della riunione della banca centrale Usa nella quale e’ stato deciso di lasciare invariati i tassi. La mossa “dovish”, da colomba, era stata digerita male perche’ dettata dai “recenti sviluppi economici e finanziari all’estero”.

Per la prima volta in tre sedute, il petrolio ha chiuso in rialzo. Al New York Mercantile Exchange il contratto a novembre ha guadagnato 43 centesimi, l’1%, a quota 44,91 dollari al barile.

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