WALL STREET SI SGONFIA, IL NASDAQ PASSA IN ROSSO

30 novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Dopo l’avvio positivo innescato dall’ultimo intervento del presidente della Fed, Ben Bernake, che ha risollevato le speranze di un altro taglio al costo del denaro, i listini si sono sgonfiati ed a meta’ seduta sono contrastati. Il Dow Jones guadagna lo 0.48% a 13375, l’S&P500 lo 0.71% a 1480, il Nasdaq arretra dello 0.10% a 2665.

A scatenare l’entusiasmo iniziale a Wall Street sono state le parole del capo della Banca Centrale americana che hanno indicato un nuovo taglio del costo del denaro al meeting di dicembre. Per il capo della Banca Centrale le nuove turbolenze createsi nel comparto finanziario stanno avendo un effetto di rallentamento sull’economia e sui consumi. Nei giorni scorsi era stato l’intervento del Vice Presidente Kohn a innescare il forte rally dei listini ((il migliore di quasi 5 anni).

L’eventuale continuazione della politica accomodante da parte della Fed porterebbe i fed funds al 4.25% dal 4.50% attuale (considerando un taglio di 25 punti base): cio’ offrirebbe maggiore elasticita’ sia alle grosse banche (negli ultimi mesi finite nel ciclone dei mutui subprime) che ai consumatori.

A reagire in modo positivo in giornata e’ l’intero comparto bancario. Riflettori puntati su Morgan Stanley (MS) dopo l’annuncio delle dimissioni del Co-Presidente Zoe Cruz. La banca ha riportato perdite per $3.7 miliardi nei giorni scorsi a causa della forte esposizione sul rischioso business dei mutui. Il titolo avanza dell’1.30%. Molto bene anche Citigroup (C), JP Morgan (JPM) e Merrill Lynch (MER).

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Ad offrire un relativo supporto all’azionario e’ anche il brusco calo del petrolio, riportatosi sotto la soglia dei $90 al barile. Nelle contrattazioni elettroniche i futures con consegna gennaio segnano un ribasso di $2.21 a $88.80.

Il comparto hi-tech sconta invece la deludente trimestrale di Dell (DELL). Il colosso informatico ha riportato un aumento dei profitti del 27% nell’ultimo trimestre, non sufficiente a rispettare le attese degli analisti. Il titolo e’ arretrato del 14%.

Contrastati i dati economici diffusi in giornata. Nel mese di ottobre sia il reddito personale che la spesa sono cresciuti dello 0.2%, in misura inferiore alle attese. L’indice sull’inflazione “core” e’ risultato in rialzo dello 0.2% anch’esso, portando il tasso annuale all’1.9%. Il Chicago PMI e’ risultato migliore delle attese mentre la spesa per le costruzioni e’ scesa in misura maggiore del consensus.

A livello settoriale le migliori performance sono segnate dai comparti: Thrifts & Mortgages +8.6%, Homebuilding +8.4%, Health Care Facilities +6.1%, Diversified Banks +4.7%, e Airlines +4.1%.Tra i piu’ forti ribassi: Gold -2.7%, Photo Products -2.6%, Computer Hardware -2.6%, Coal & Consumable Fuels -1.8%, e Health Care Technology -1.7%.

Alle 12.30 E.T. il volume di scambio e’ di 579 milioni di pezzi al NYSE e 1015 milioni al Nasdaq. I titoli in rialzo contro quelli in ribasso sono 2350 a 846 al Nyse e 1736 a 1103 al Nasdaq. I nuovi massimi contro i nuovi minimi delle ultime 52 settimane sono: 29 a 24 al NYSE e 24 a 20 al Nasdaq.

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