WALL STREET POSITIVA CON COLPO DI RENI FINALE

28 novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Seduta ancora una volta contraddistinta da alta volatilita’ ed incertezza per gli indici americani, che sono riusciti ad avanzare solo nell’ultima ora di scambi, dopo aver aperto in rosso ed essersi mossi per gran parte della seduta sulla linea di parita’. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.12% a 12136, l’S&P500 lo 0.35% a 1386, il Nasdaq e’ avanzato dello 0.28% a 2412.

Dopo le massicce vendite in avvio di settimana, innescate dalla debolezza del dollaro e da alcune preoccupazioni sul comparto retail, a tenere incollati gli indici in territorio negativo in fase di apertura e’ stato il deludente dato sugli ordini di beni durevoli del mese di ottobre, sceso dell’8.3%, cancellando quasi interamente il rialzo dell’8.7% registrato a settembre. L’indicatore, sceso ad un tasso che non si vedeva da ben sei anni, ha registrato una flessione superiore alle attese degli analisti, pari a –5%.

A rincuorare gli operatori poco dopo l’apertura e’ stato l’ultimo aggiornamento giunto dal comparto immobiliare che ha mostrato un rimbalzo delle vendite di case esistenti dello 0.5%, primo rialzo degli ultimi 8 mesi. E’ sceso a sorpresa, invece, il dato sulla fiducia dei consumatori, attestatosi a 102.9 punti contro i 106 attesi dagli economisti.

Ad attirare l’attenzione sono state anche le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, intervenuto a New York, sullo stato e sull’outlook dell’economia Usa. Sostanzialmente poche le novita’ emerse dal discorso del capo della Banca Centrale, secondo cui la crescita economica continuera’ ad un passo moderato e l’inflazione dovra’ essere tenuta constantemente sotto controllo, dati i livelli superiori al tetto massimo fissato dalla Fed.

A porre un freno agli acquisti e’ stato ancora una volta il rialzo del greggio, cresciuto sulle speculazioni di un possibile taglio dell’output da parte dell’Opec nel prossimo meeting di dicembre. I futures con scadenza gennaio sono avanzati di 67 centesimi a $60.99 al barile, massimo di oltre due settimane.

Per la cronaca societaria, tra i titoli del Dow Jones i migliori rialzi sono stati registrati da Boeing ([[BA]]), che potrebbe ricevere un massiccio ordinativo dalla compagnia tedesca Air Berlin, Exxon Mobil ([[XOM]]) (sulla forza del greggio) e Walt Disney ([[DIS]]). General Motors ([[GM]]) e’ stato ancora una volta il peggiore componente dell’indice industriale, in rosso anche JP Morgan Chase ([[JPM]]) e General Electric ([[GE]]).

A diffondere contenuto ottimismo sul comparto hi-tech e’ stato il rialzo del colosso informatico Apple Computer ([[AAPL]]), che ha visto alzarsi il target price a $108 da parte degli analisti di UBS. In ribasso, invece, il maggiore produttore di telefoni cellulari al mondo, Nokia ([[NOK]]), dopo aver rivisto al ribasso le stime sui margini operativi, e previsto un rallentamento della crescita del business a livello globale.

Seduta negativa anche per la societa’ sviluppatrice di computer palmari Palm ([[PALM]]). Nell’after hour di lunedi’, il gruppo ha tagliato l’outlook sul prossimo trimestre a causa dello slittamento del lancio della nuova versione del popolare Treo.

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Sugli altri mercati, sul valutario il dollaro ha continuato la fase di deprezzamento nei confronti dell’euro. Nel tardo pomeriggio di martedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ a quota 1.3205. In leggero calo l’oro. I futures con scadenza dicembre sono arretrati di $3.30 a $637.30 all’oncia. In buon progresso i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.5090% dal 4.5380% di lunedi’.

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