WALL STREET: NASDAQ
E L’HI-TECH SOTTO ATTACCO

9 novembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

Ancora vendite massicce sull’azionario americano. Gli operatori sono preoccupati per le condizioni del comparto finanziario e per le previsioni poco incoraggianti fornite da alcune aziende hi-tech. Ad essere preso di mira da ribassisti e short e’ soprattutto il settore tecnologico. Nei primi minuti di contrattazioni elettroniche il Nasdaq Composite perde subito -2.0% a quota 2642. Il Dow Jones cede l’1.26% a 13098, l’S&P500 perde -1.60% a 1451. Il listino tecnologico ha totalizzato un ribasso di quasi il 7% in soli 3 giorni: si tratta della peggiore calo dal 2002.

La crisi del credito, scoppiata la scorsa estate, sembra destinata a proseguire nei prossimi mesi. Wachovia (WB), la quarta banca americana, ha annunciato perdite di $1.1 miliardi nel mese di Ottobre a causa delle turbolenze dei mercati finanziari. Il titolo arretra del 4.10% nei primi minjti di scambio.

Il “credit crunch” sembra aver iniziato a produrre effetti negativi anche al di fuori degli Stati Uniti. Barclays PLC, terza banca inglese, potrebbe aver riportato massicce svalutazioni (si parla di $10 miliardi) nell’ultimo trimestre, legate all’esposizione sui business altamente rischiosi come quello dei mutui subprime. Un portavoce della banca ha negato tali rumors ma il titolo e’ arrivato a deprezzarsi di oltre il 9% sulla piazza di Londra.

Alcune pressioni in mattinata giungono nuovamente dal comparto tecnologico. Ieri il Nasdaq e’ arrivato a segnare una perdite intraday del 3.5% pressato dall’outlook poco incoraggiante di Cisco Systems (CSCO). Nell’after hour di ieri sera Qualcomm (QCOM), azienda specializzata nelle tecnologie wireless, ha offerto stime su utili e ricavi deludenti, per il prossimo anno fiscale. L’azione arretra di quasi il 7%.

Le pessime previsioni offerte negli ultimi giorni dalle societa’ tecnologiche evidenziano come le condizioni di concessione del credito creatisi negli ultimi mesi stiano influendo negativamente sulle attivita’ aziendali. Sara’ interessante valutare l’impatto che avranno sulla spesa dei consumatori, gia’ alle prese con gli elevati prezzi energetici

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CRISI DEI MUTUI: QUEL CHE NON VI STANNO DICENDO.

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Limitato l’impatto dei contrastati dati macro diffusi negli ultimi minuti. Il deficit della bilancia commerciale si e’ ritretto dello 0.6% nel mese di settembre, ai minimi livelli di due anni. Negativa la lettura dei prezzi alle importazioni, schizzati dell’1.8% ad ottobre, ben oltre le attese (+1.2%). L’indicatore rende piu’ difficili le decisioni sui tassi d’interesse da parte della Fed, gia’ dettasi preoccupata sull’accelerazione delle pressioni inflazionistiche.

Nel comparto ergetico, il petrolio sta ritracciando dai recenti massimi. I futures con consegna dicembre cedono 10 centesimi a $95.38 al barile. Sul valutario, l’euro e’ poco variato nei confronti del dollaro, a quota 1.4694. L’oro arretra di $2.20 a $835.30 all’oncia. In rialzo i Titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ sceso al 4.26%.

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