WALL STREET: MIX INCORAGGIANTE CRESCITA/INFLAZIONE

5 dicembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Gli indici azionari statunitensi hanno proseguito sulla via dei rialzi, sostenuti dagli aggiornamenti economici che hanno evidenziato un’espansione del comparto dei servizi associata ad una riduzione delle pressioni inflazionistiche. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0.39% a 12331, l’S&P500 lo 0.40% a 1414, il Nasdaq e’ avanzato dello 0.16% a 2452.

La produttivita’ del terzo trimestre ha subito un rallentamento nella crescita, avanzando dello 0.2%, dopo essere balzata del 3.7% nel primo trimestre e cresciuta dell’1.6% nel secondo. Le attese degli economisti erano per un progresso dello 0.5%.

La nota positiva risiede pero’ nella componente del costo unitario del lavoro, cresciuta del 2.3%, in ribasso rispetto alla lettura preliminare pari a +3.6%. Preoccupazioni circa l’attuale livello d’inflazione erano state sollevate dallo stesso Bernanke nei giorni scorsi, sottolineandone il tasso “fastidiosamente elevato”. A questo punto e’ ampiamente scontato che nel meeting della prossima settimana, la Fed lascera’ ancora invariato il costo del denaro.

A diffondere ottimismo tra gli operatori, ed allontanare i timori di una recessione (quest’ultimi intensificatisi con le ultime due letture sul comparto manifatturiero che ne avevano indicato una contrazione), e’ stato il rapporto sull’ISM non manifatturiero, cresciuto a quota 58.9, in controtendenza alle aspettative degli analisti che erano per una flessione a 55.5 punti.

Il fatto che il dato si sia attestato ad un livello superiore al 50% (che indica lo spartiacque tra espansione e contrazione) ha ridato fiducia agli investitori, meno preoccupati su un brusco rallentamento dell’attivita’ economica.

L’altro dato in calendario, peraltro poco influente sulle contrattazioni giornaliere, ha riguardato gli ordini alle fabbriche di ottobre, scivolati del 4.8%, in misura superiore a quella attesa dagli economisti.

Sul fronte societario, a livello settoriale le migliori performance sono state registrate dai titoli di semiconduttori e network; deboli invece le azioni del comparto minerario e dei servizi petroliferi.

Tra i singoli titoli, bene il colosso dell’auto General Motors ([[GM]]), sulla scia della notizia relativa all’emissione di debito ($3 miliardi) da parte della rivale Ford Motor ([[F]]). In buon rialzo anche il colosso delle bibite Coca-Cola ([[KO]]), dopo che gli analisti di Merrill Lynch ne hanno rivisto al rialzo il target price. Il titolo e’ arrivato a segnare un nuovo massimo di due anni e mezzo.

Nel comparto delle case, in rialzo Toll Brothers ([[TOL]]), nonostante il profit warning sul prossimo anno, in cui i profitti potrebbero addirittura scendere del 62%. Allo stesso tempo l’azienda ha dichiarato di assistere ad alcuni segnali di stabilizzazione del mercato.

In netto calo le azioni della radio satellitare Sirius Satellite Radio ([[SIRI]]): il numero di nuovi abbonati nelle ultime due settimane e’ risultato inferiore alle previsioni. La societa’ e’ stata costretta a rivedere al ribasso le stime per l’intero anno.

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Sugli altri mercati, nel comparto energetico il petrolio ha chiuso pressocche’ invariato. I futures con scadenza gennaio sono arretrati di appena un centesimoa $62.43 al barile.

Sul valutario, l’euro ha chiuso in leggero calo rispetto al dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ a quota 1.3320. In leggero calo l’oro. I futures con scadenza febbraio sono arretrati di $3 a $647.90 all’oncia. In calo i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni e’ salito al 4.4420% dal 4.4330% di lunedi’.

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