Wall Street minacciata da Trump. Re dei Bond: guardate a est

23 gennaio 2017, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Chi pensa che l’era di Barack Obama non abbia fatto crescere il mercato azionario si sbaglia. L’S&P500, che oggi perde qualcosina, ha messo a segno un rally del 166% durante gli anni dell’amministrazione Obama. Ora è la volta di Donald Trump e la valutazione sul suo operato inizia ufficialmente oggi, anche se la strada appare piena di insidie per il nuovo inquilino della Casa Bianca. Questo perché il mercato azionario è ampiamente sopravvalutato e attraversa una fase di ipercomprato.

Il Wall Street Journal ha pubblicato una statistica in cui si evidenzia come la fase di mercato rialzista a Wall Street non dovrebbe durare ancora molto tempo: il valore totale delle azioni americane era al 169% del prodotto interno lordo alla fine del 2016 contro l’85% del 2018 e contro il 177% raggiunto nel 1999, quando il mercato era in piena fase di bolla.

“Quindi se siete alla ricerca di un paese su cui investire ci sono alternative migliori (rispetto agli Stati Uniti). In particolare il Giappone”. A dirlo è il “Re dei Bond” Jeffrey Gundlach secondo cui la banca del Giappone è impegnata ancora in un quantitative easing favorevole ai mercati finanziari, mentre il governo sta incoraggiando l’acquisto di titoli azionari.

Ci sono state “tre fonti di acquisto praticamente automatiche nel mercato azionario giapponese che ammontavano in totale a 163 miliardi di dollari nel terzo trimestre dell’anno scorso”. Si tratta di: fondi pensione, fondi comuni ETF acquistati dalla banca nipponica e i piani di buyback aziendali.

Guardando agli Stati Uniti, l’avvio della presidenza di Donald Trump mostra che nei prossimi anni gli investitori dovranno abituarsi a una certa imprevedibilità, come ha sottolineato anche Marc Chandler di Brown Brothers Harriman.

“Gli sviluppi degli ultimi giorni, tra cui i toni stridenti del discorso di inaugurazione, la disputa sul numero di persone che in realtà hanno partecipato alla cerimonia e il discorso quasi incoerente fatto da Trump presso la CIA sono piccoli indizi per gli investitori circa la natura imprevedibile del nuovo presidente degli Stati Uniti“.

 

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