WALL STREET: J.P. MORGAN AFFOSSA IL RIALZO

2 novembre 1999, di Redazione Wall Street Italia

Un’improvvisa ondata di vendite automatizzate via computer ha investito gli indici azionari della borsa di New York portando gli indici al ribasso, con l’eccezione del Nasdaq che a mala pena resiste.

La J.P Morgan, per bocca di uno dei suoi economisti, ha previsto oggi in una delle telefonate interne con i propri trader (chiamate squawk box) tre rialzi successivi dei tassi d’interesse da parte dela Federal Reserve.

Alla chiusura la situazione era la seguente: Standard & Poor’s 500 in calo di 6,38 punti (-0,47%) a 1.347,74. Dow Jones in calo di 66,67 punti (-0,63%) (nella prima parte della seduta era salito a +100) a 10.581,84. Nasdaq ha finito la seduta in rialzo di 13,96 punti (+0,47%) a 2.981,61 lontano dunque dal record intraday di quota 3000, ma sempre ai masimi assoluti.

Cio’ che e’ accaduto sul mercato dimostra comunque, secondo i trader, un fatto: la volatilita’ sta per riaffacciarsi alla borsa di New York. Il che prelude a forti strappi di prezzo, in una direzione o nell’altra.

Nonostante l’opinione della J.P. Morgan (vi sono ogni giorno decine di opinioni, rialziste e ribassiste, da parte di primarie istituzioni finanziarie e bancarie) i tassi non hanno mostrato particolare reattivita’. Il che vuo dire che non sono in posizione tale da minacciare il mercato, che agisce invece secondo logiche tipiche del braccio di ferro (oggi feroce) tra rialzisti e ribassisti. Il rendimento del T-bond a 30 anni e’ addirittura calato a fine seduta al 6,14% in seguito a un leggero incremento del prezzo.

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