WALL STREET: INDICI GIU’, BRUTTA BATOSTA PER IL NASDAQ

19 dicembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Dopo aver aperto in territorio positivo, gli indici americani hanno ceduto interamente i guadagni per poi archiviare la seduta in netto calo. Il Dow Jones ha ceduto lo 0.36% a 10836, l’S&P500 lo 0.58% a 1259, il tecnologico Nasdaq e’ arretrato dell’1.36% a 2222.

Le buone notizie giunte dal fronte societario e il calo del petrolio non sono stati sufficienti a far proseguire i listini sulla via dei rialzi. A far scattare i Sell sono state le ultime analisi sulle vendite del mese in corso, che hanno sollevato malcontento tra gli operatori, poiche’ significativamente inferiori rispetto a quelle di novembre.

La notizia della giornata che aveva diffuso il buonumore gia’ prima dell’apertura ha interessato il colosso farmaceutico Pfizer, che ha beneficiato della sentenza emessa da un giudice federale sulla commercializzazione del Lipitor, il farmaco piu’ venduto al mondo.

La decisione della Corte blocca la diffusione dei farmaci generici simili a quello sviluppato da Pfizer, garantendo a questa lo stato di monopolio sul prodotto in questione. Il titolo e’ schizzato di oltre il 10%, trascinando al rialzo l’intero comparto. L’Amex Pharmaceutical Index e’ salito di oltre il 2.5%, l’altra farmaceutica componente del Dow Jones, Merck, ha guadagnato piu’ del 6%.

Altre notizie positive sono giunte anche dal comparto energetico. A causa dell’inaspettato aumento delle temperature nel Nord America, le quotazioni sul greggio sono arretrate ai minimi di tre settimane. Il contratto futures con scadenza gennaio ha ceduto 73 centesimi a quota $57.33 al barile. Gli esperti hanno pero’ avvertito che nonostante un adeguato livello di scorte, sia di petrolio che di prodotti distillati, un aumento della domanda potrebbe nuovamente riportare il prezzo dell’oro nero sopra i $60.

La giornata odierna non ha offerto aggiornamenti economici. Domani saranno rilascitai i dati sul settore delle case e sull’inflazione. Le attese degli analisti sono per un calo dei prezzi alla produzione dello 0.5%.

Tra i titoli del Dow Jones, ad aver realizzato i maggiori ribassi sono stati Caterpillar ( in netto calo, oltre il 4%), General Motors e Intel. In guadagno, oltre a Pfizer e Merck, in evidenza anche Alcoa ed American International Group.

Continuano intanto le operazioni di fusioni e acquisizioni. La societa’ di utility, FPL Group, ha annunciato l’acquisizione di Constellation Energy per un valore complessivo di $11 miliardi. L’operazione dara’ vita ad uno dei maggiori generatori d’energia del Paese.

Nel settore tecnologico, il leader mondiale della ricerca Online, Google, e’ vicino alla chiusura delle trattative con Time Warner per il rilevamento del 5% del portale Web AOL, per un controvalore di $1 miliardo.

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Sugli altri mercati, stabile l’euro nei confronti del dollaro. Nel tardo pomeriggio di lunedi’ a New York il cambio tra le due valute e’ $1.2008. Avanza leggermente l’oro. Il futures con scadenza febbraio ha chiuso a quota $506.10 all’oncia, in rialzo di appena 20 centesimi. Invariati, infine, i titoli di Stato. Il rendimento sul Treasury a 10 anni si e’ attestato al 4.44%.

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